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Piazza Affari, clima internazionale condizione negoziazioni: bene finanziari con Finecobank e Banca Generali

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Piazza Affari ha archiviato la seduta in ribasso, in una giornata caratterizzata da pochi spunti operativi e macroeconomici. Unico dato di rilievo quello sulla produzione industriale relativo a febbraio, cresciuta dell’1% su base mensile ma ancora sotto le stime degli analisti finanziari.

Il contesto internazionale e geopolitico continua ad evolversi in un clima incandescente, sia dentro i confini dell’Unione Europea che al di fuori di essi. Il fronte siriano della guerra medio-orientale continua ad impensierire il mondo, anche alla luce dei possibili risvolti nucleari che potrebbe assumere l’altro fronte caldo che investe gli Stati Uniti d’America, quello della Corea del Nord.

Unico frutto delle tensioni belliche di questi giorni è il rialzo del prezzo del petrolio sulle principali piazze di scambio mondiali. Le quotazioni del barile sono infatti tornate a scambiare sui livelli di inizio marzo intorno ai 55,8 dollari al barile. Secondo gli analisti dell’Ufficio Studi di Mps Capital Service il lancio dei missili Usa in Siria potrebbe danneggiare momentaneamente danneggiare l’offerta di petrolio perchè “anche se la Siria, non è un produttore significativo, confina con l’Iraq, il secondo produttore del cartello Opec”, hanno scritto in un report fatto circolare nel primo pomeriggio.

Tutto ciò mentre venerdì la serie di dati riguardanti il mercato del lavoro a stelle e strisce ha fornito indicazioni miste: a dispetto di un tasso di disoccupazione sceso ai minimi dal 2007 al 4,5%, nel mese di marzo le indicazioni deludenti in arrivo dal saldo delle buste paga nei settori non agricoli (non-farm payrolls), salite di 98 mila unità (-82 mila rispetto alle stime), hanno di fatto pesato sulle probabilità che la banca centrale guidata da Janet Yellen possa procedere al rialzo del costo del denaro prima dell’estate, anche se l’impostazione di fondo della Fed dovrebbe rimanere la stessa.

In tal senso la divisione Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda crede che “il raffreddamento di alcuni dati non segna l’inversione del ciclo di crescita”, hanno commentato questa mattina gli esperti.

Alla luce di ciò da monitorare gli interventi di: James Bullard e Janet Yellen (questa sera all’Università del Michigan ore 22 italiane), Neel Kashkari (l’11 aprile), l’unico membor del board che nell’ultima riunione di marzo ha votato contro il rialzo dei tassi d’interesse, e Robert Kaplan (il 12 aprile).
Sul fronte interno invece in Francia ci si avvicina a piccoli passi alla settimana clou di questa prima parte dell’anno, il primo round delle elezioni presidenziali francesi. Secondo gli ultimi sondaggi, a poco meno di due settimane dal voto, ecco che si inserisce un’outsider all’interno della corsa a tre per l’Eliseo.
Si tratta di Jean-Luc Mélenchon, il candidato della sinistra alternativa alle presidenziali francesi, che a partire da marzo ha praticamente guadagnato 6 punti percentuali in più nei maggiori sondaggi e sta proseguendo la sua ascesa a discapito, principalmente del candidato di centro-destra Fillon.

In questo quadro il FTSE Mib ha perso lo 0,48% a ridosso dei supporti tecnici di area 20.200 punti. A Milano è stata una seduta caratterizzata da un sentiment misto. A livello di storie societarie si segnala la performance di UBI Banca, -0,64% a 3,43 euro, dopo che nel week end i soci hanno deliberato in via straordinaria l’aumento di capital da 400 milioni all’interno del piano di rilancio delle 3 good banks acquisite.Rimanendo all’internod el comparto risparmio gestito brilla Banca Generali, +1,49% a 25,25 euro, miglior blue chip di giornata.

Ben comprata Finecobank, +1,27% a 6,38 euro, dopo i dati sulla raccolta netta e acquisizione nuovi clienti sopra le attese a marzo. Sul fronte dei ribassi fra i bancari perdono quota Mediobanca, -2% a 8,14, peggior titolo di giornata, UniCredit, -1,27% a 13,93 euro, e Intesa Sanpaolo, -0,55% a 2,53 euro, che oggi ha lanciato un bond 5Y a tasso variabile; si tratta della terza emissione dell’istituto dall’inizio dell’anno.
Nota di merito per il segmento STAR. Mentre l’indice principale di Borsa Italiana ha chiuso in ribasso di quasi mezzo punto percentuale, quello delle imprese ad alto potenziale ha guadagnato lo 0,36 per cento.

In particolare si segnale il debutto record di questa mattina di Avio, chisura a +6,6% a 13,4 euro, su questo segmento. “Siamo la prima società di lanciatori spaziali a quotarsi – ha dichiarato l’amministratore delegato di Avio, Giulio Ranzo, nel corso della cerimonia di debutto tenutasi a Piazza Affari.