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Piazza Affari: chiusura sopra la parità, Snam guadagna il 3,27%.

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Piazza Affari ha chiuso sopra la parità la prima seduta del mese di novembre, dopo un mese di ottobre brillante per i listini azionari del Vecchio Continente. La settimana è iniziata in territorio verde per tutti i maggiori listini europei, fra i quali l’indice italiano si segnala come il listino caratterizzato dal minor rialzo.

Riflettori europei puntati sull’esito delle elezioni in Turchia, alla quale hanno reagito con una prima reazione molto positiva, dopo la netta affermazione dell’AKP del presidente Erdogan. L’esito delle urne permetterà al partito conservatore islamico di formare un nuovo governo monocolore, anche se sullo sfondo rimane l’incertezza sul possibile emergere di nuovi disordini sociali.

Positivi i dati macro per il nostro paese, con l’indice Pmi manifatturiero che torna a salire e batte le attese a ottobre. Il dato, elaborato da Markit/Adaci, si è attestato infatti a 54,1 punti dai 52,7 della passata rilevazione, mentre le attese erano ferme a 52,9 punti.

Movimenti al rialzo di circa mezzo punti percentuale per Wall Street dopo le pubblicazione nella giornata odierna di alcuni importanti dati macro risultati in positivo e superiori al consensus. L’indice Pmi di ottobre relativo all’andamento del manifatturiero, infatti, si è attestato a 54,1 punti (53,1 punti a settembre), battendo il consensus di 54 punti. L’indice statunitense che misura l’andamento delle spese per costruzioni relative a settembre ha, invece, registrato un incremento dello 0,6% mensile segnando un +0,1% sul consensus. Infine, l’indice statunitense ISM relativo all’andamento del manifatturiero nel mese di ottobre si è attestato a 50,1 punti, dopo i 50,2 punti precedenti, ma al di sopra del consensus degli analisti che avevano stimato 50 punti.

In questo quadro a Piazza Affari l’indice FTSE Mib ha chiuso sopra la parità a 22.482 punti in rialzo dello 0,18%.

Sugli scudi il titolo Snam in scia alla promozione da parte di Mediobanca che ha alzato il proprio giudizio a outperform dal precedente neutral. Il titolo ha guidato nella giornata il FTSE Mib, chiudendo in rialzo del 3,27% a 4,86 euro per azione. Vendite invece per Luxottica, in coda al maggior indice italiano con una perdita del 3,84%. Pesa sul gruppo industriale la bocciatura arrivata da parte di Merryl Linch, che ha tagliato il giudizio underperform dal precedente neutral: per gli esperti la valutazione di Luxottica era troppo elevata, a meno di future trasformazioni, considerando che i solidi risultati del terzo trimestre siano stati sostenuti da un tasso di cambio favorevole.

Poco sotto la parità Eni che chiude in perdita dello 0,07% nonostante la bocciatura arrivata da parte di Morgan Stanley a underweight dal precedente equalweight, con il prezzo obiettivo che passa a 15 euro dal precedente 15,5 euro.

Il FTSE Mib ha visto oggi un debutto poco positivo del titolo Anima Holding al posto di Pirelli, con una perdita dell’1,90% a 8,755 euro per azione.

Da segnalare la nota di Cassa Depositi e Prestiti, che secondo alcune indiscrezioni potrebbe entrare nell’azionariato di Telecom Italia, sull’ingresso di Xavier Niel nell’azionariato. Nella nota si afferma che “con riferimento ad indiscrezioni giornalistiche, si precisa che i vertici di CDP non hanno in programma incontri né con Xavier Niel o suoi rappresentanti, né con Vivendi”. Oggi il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, ha rimarcato che ha avuto un incontro a Parigi con Xavier Niel, definendolo “un azionista amichevole” e che non sta agendo in concerto con Vivendi.

Contrastate le banche con le vendite su Banco Popolare (-3,60% a 13,12 euro) e Popolare dell’Emilia Romagna (-1,43% a 7,24 euro), mentre chiusura in positivo per Mediolanum (+1,08% a 7,49 euro) e Banca Mps (+0.90% a 1,68 euro).