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Piazza Affari: chiusura intorno alla parità all’indomani delle elezioni politiche spagnole

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Piazza Affari ha chiuso intorno alla parità (Ftse Mib -0,20% a 21.199 punti) la prima seduta di una settimana “corta” per le festività natalizie. Borsa Italiana rimarrà infatti chiusa giovedì 24 e venerdì 15 dicembre.

La notizia di giornata è il tonfo della Borsa di Madrid all’indomani delle elezioni politiche che hanno segnato la fine di quasi 40 anni di bipartitismo. Il voto ha confermato come primo partito i popolari del premier Mariano Rajoy, che non hanno però ottenuto la maggioranza assoluta e nemmeno un’eventuale alleanza con Ciudadanos sarà sufficiente a garantire la governabilità. Il rischio ingovernabilità si è riflesso anche sull’obbligazionario dove il rendimento del Bonos decennale si attesta all’1,80%, in salita dall’1,69% di venerdì scorso.

Sul fronte macro la fiducia dei consumatori dell’Eurozona di dicembre si è attestata a -5,7 punti, in lieve miglioramento dal precedente -5,9 punti.

Gli acquisti sono tornati a premiare la maggior parte dei titoli del comparto bancario: Popolare di Milano ha guadagnato lo 0,11% a 0,92 euro, Intesa SanPaolo lo 0,39% a 3,10 euro, Ubi Banca lo 0,08% a 6,18 euro, Unicredit lo 0,20% a 5,12 euro.

In rosso Enel (-1,63% a 3,85 euro) dopo aver firmato con EP Slovakia il contratto per la cessione della partecipazione detenuta in Slovenské Elektrárne (66% del capitale). La cessione avverrà attraverso il conferimento in una società di nuova costituzione (HoldCo) dell’intera partecipazione e la successiva cessione ad EP Slovakia del 100% di tale HoldCo. Il corrispettivo complessivo dell’operazione è pari a 750 milioni di euro. Con questa operazione, nel corso del 2015 il colosso elettrico ha completato la cessione di asset per un controvalore di circa 3,7 miliardi di euro, di cui 1,6 miliardi relativo ad operazioni già perfezionate.

Discesa per Eni (-1,11% a 13,35 euro) dopo l’ulteriore discesa del petrolio. Oggi il Wti viaggia in area 34,30 dollari al barile, aggiornando i minimi dal febbraio 2009, mentre il Brent ha toccato il livello più basso degli ultimi undici anni a 36,50 dollari al barile.

Buona performance di Prysmian (+0,20% a 19,76 euro) che ha perfezionato l’acquisizione di un’ulteriore partecipazione, pari a circa il 16%, di Oman Cables Industry. Tramite quest’operazione Prysmian, che già deteneva il 34,78%, arriva a possedere circa il 51% del capitale sociale della società.

Infine la maglia nera sul Ftse Mib è stata indossata da Moncler che ha lasciato sul parterre il 4,04% a 12,58 euro.