Piazza Affari chiude vicino alla parità, tonfo di Pirelli

Inviato da Alberto Bolis il Lun, 08/04/2013 - 17:41
Quotazione: TELECOM ITALIA
Quotazione: PIRELLI & C
Quotazione: ENI
Quotazione: INTESA S.PAOLO
La Borsa di Milano ha chiuso la seduta vicino alla parità azzerando gran parte dei guadagni in scia al debole andamento di Wall Street, dove stasera Alcoa inaugurerà la stagione delle trimestrali. In Europa i timori di giornata sono stati rivolti al Portogallo, che si prepara a drastici tagli alla spesa pubblica dopo che la Corte Costituzionale ha respinto le misure di austerità contenute nella legge di bilancio 2013. Sul fronte macro la produzione industriale tedesca ha mostrato a febbraio un progresso dello 0,5%, superando le attese che indicavano più 0,3%. Questa mattina da segnalare l'ennesima brillante chiusura di Tokyo, dove l'indice Nikkei ha guadagnato quasi 3 punti percentuali. La piazza giapponese ha snobbato le tensioni nordcoreane e ha sfruttato ancora l'entusiasmo derivante dalla politica monetaria estremamente aggressiva annunciata la scorsa settimana dalla Bank of Japan. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,05% a 15.243 punti.

Tonfo di Pirelli che ha lasciato sul parterre il 6,33% a 7,70 euro dopo l'annuncio del rinvio della presentazione del piano industriale 2013-2017. Male Telecom Italia (-1,88% a 0,573 euro) che si appresta a vivere una settimana calda. Venerdì il gruppo guidato da Franco Bernabè, su richiesta della Consob, ha confermato i contatti preliminari con Hutchison Whampoa per studiare una possibile integrazione con 3Italia. Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Ubi Banca ha ceduto il 3,35% a 2,712 euro, Monte dei Paschi il 3,61% a 0,166 euro, Mediobanca il 2,15% a 3,998 euro, Banco Popolare l'1,54% a 0,93 euro, Popolare di Milano l'1,50% a 0,484 euro, Unicredit lo 0,30% a 3,292 euro. In decisa controtendenza Intesa SanPaolo che ha mostrato un progresso dell'1,57% a 1,168 euro snobbando il downgrade da parte degli analisti di Berenberg. Bene Generali (+1,39% a 12,40 euro) in scia alle indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore circa un'accelerazione nel processo di vendita delle attività statunitensi di riassicurazione. Da segnalare la buona performance di Eni che ha mostrato un progresso dello 0,86% a 17,61 euro.
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