Piazza Affari chiude sulla parità, tonica Finmeccanica. Debole Mediaset

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 13/06/2014 - 17:41
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Piazza Affari ha chiuso poco mossa non sfruttando l'andamento positivo di Wall Street. L'Ocse ha promosso gli Stati Uniti e per quest'anno prevede una crescita pari al 2,5%, in accelerazione nel 2015 al 3,5%. La ripresa sarà sostenuta dai costi del lavoro competitivi e dai bassi prezzi dell'energia. Sotto i riflettori è rimasto il petrolio che a New York staziona tra 106,50 dollari e 107 dollari al barile. Il timore è che i disordini in Iraq possano espandersi anche nella zona meridionale del Paese dove ci sono la maggior parte degli impianti petroliferi. In Italia il debito pubblico ha toccato un nuovo record. Ad aprile infatti il debito è salito di 26,2 miliardi di euro raggiungendo il massimo storico a 2.146,4 miliardi di euro. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un frazionale rialzo dello 0,01% a 22.165 punti.

Acquisti sostenuti sul Montepaschi (+3,63% a 1,823 euro) nell'ultima seduta della prima settimana del maxi aumento di capitale da 5 miliardi di euro. Tra le banche positiva anche Unicredit (+0,52% a 6,755 euro), mentre le vendite hanno colpito Banco Popolare (-1,12% a 14,10 euro), Popolare di Milano (-1,23% a 0,68 euro), Popolare dell'Emilia Romagna (-1,58% a 8,395 euro), Intesa SanPaolo (-0,39% a 2,496 euro) e Ubi Banca (-0,14% a 7,105 euro). Debole Fiat (-1,15% a 7,705 euro) con Sergio Marchionne che ha confermato i target per il 2014. Brillante Finmeccanica (+2,58% a 6,54 euro) in scia alle indiscrezioni del Corriere della Sera secondo cui il nuovo Ad Moretti che avrebbe intenzione di mettere sul mercato l'americana Drs Technologies acquistata nel 2008 per 5,2 miliardi di dollari (3,4 miliardi di euro). Ancora tonica Eni (+1,66% a 19,54 euro) che ieri ha siglato un importante accordo strategico in Kazakistan. Male Mediaset (-1,84% a 3,608 euro) dopo che gli analisti di Barclays hanno tagliato il target price del Biscione a 3,4 euro dal precedente 3,5 euro confermando il giudizio underperform.
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