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Piazza Affari chiude senza verve, in affanno Ferragamo e utilities

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Seconda seduta di ottobre senza vigore per Piazza Affari che si mantiene comunque a ridosso dei massimi a oltre due anni toccati alla vigilia. In chiusura l’indice Ftse Mib ha fermato le lancette a quota 22.784 punti, in flessione dello 0,12%. Da inizio anno l’indice guida di Piazza Affari segna un progresso di oltre il 18%. Orfani della Borsa di Francoforte, chiusa oggi per festività, i listini europei si sono mossi con cautela senza trarre vantaggio dal nuovo calo dell’euro, sceso sotto 1,17 contro il dollaro Usa. Movimento dettato dal confermarsi delle tensioni post referendum indipendenza Catalogna e dalla contemporanea forza del biglietto verde. I buoni riscontri arrivati dalla manifattura statunitense hanno rinforzato le attese di un rialzo dei tassi da parte della Fed.
In Italia l’Istat ha corretto al ribasso i dati sul Pil del secondo trimestre (+0,3% t/t dal +0,4% indicato in precedenza), ma il ministro Padoan ha confermato l’ottimismo di un ulteriore rafforzamento della crescita e la nota di aggiornamento del Def vede una spinta propulsiva dello 0,3% sul Pil nel periodo 2018-2019 dalle misure contenute nella manovra 2018.

Sul parterre della Borsa milanese spicca il calo di Salvatore Ferragamo (-3,33% a 23,51 euro) che paga il downgrade a neutral dal precedente outperform deciso dagli analisti di Exane. La casa d’affari transalpina ha anche tagliato il prezzo obiettivo a 24 euro ritenendo che il rilancio richiederà più tempo del previsto considerando un mercato del lusso dove i colossi LVMH e Kering continueranno a vincere nel breve periodo. Tagliate del 12% le stime di Eps per il 2017 e del 17% quelle per il 2018 con la seconda metà di quest’anno che verrà impattata negativamente da avvenimenti quali gli uragani Usa, le tensioni geopolitiche con Corea del Nord e il terremoto messicano.

Tra i titoli in affanno anche quelli del settore utilities con Enel scesa di oltre l’1%. Giù anche Terna (-1,13%) e Italgas (-0,80%).

Seduta incolore per FCA (-0,26% a 15,25 euro) reduce dai massimi assoluti aggiornati alla vigilia. II titolo del Lingotto non ha trovato sostengo nei dati sulle immatricolazioni in Italia. Il gruppo italo-statunitense ha riportato un +5,2%, facendo peggiori rispetto al mercato in generale, cresciuto dell’8,1%. Meglio del previsto invece i dati in arrivo dal mercato statunitense con immatricolazioni scese del 10% a settembre a circa 174 mila unità rispetto al -13% stimato dagli analisti.

Quotazioni in rialzo invece per Yoox Net-a-Porter (Ynap) che ha chiuso in progresso dell’1,42%. Oggi gli analisti di Jefferies hanno alzato il target price su Ynap a 40 euro rispetto ai 33 indicati in precedenza. Confermato il giudizio “buy”.