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Piazza Affari chiude rossa. Bene i bancari, giù Eni. Rimbalzo per Atlantia -1

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Dopo una giornata all’insegna dei rialzi, la Borsa di Milano archivia la seduta in ribasso, trascinata dal tonfo registrato dal tedesco Dax a circa un’ora dalla chiusura delle contrattazioni. Immediata la diffusione di rumors su una possibile accelerazione di un intervento di stop alle vendite allo scoperto in Germania da parte della Bafin, prontamente smentito dalle autorità del Paese. Proprio la Consob tedesca ha chiarito di non essere a conoscenza di un piano per estendere tale divieto. Nessun conforto dall’indicazione macro statunitense sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione salite a 417 mila unità contro le 405 mila attese dagli analisti. Dal fronte ellenico il nuovo record storico dello spread Grecia-Germania: il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato greco a dieci anni e il Bund tedesco ha toccato oggi il nuovo massimo storico. Lo spread si è allargato fino a raggiungere i 1.627 punti base. Ora tutti i riflettori sono rivolti verso l’appuntamento di domani a Jackson Hole quando alle 20.00 (ora italiana) parlerà il presidente della Fed, Ben Bernanke, in occasione della riunione annuale dei banchieri centrali. Proprio un anno fa, nella stessa occasione, Bernanke aveva aperto la strada al varo di un secondo piano di quantitative easing favorendo la ripresa del mercato azionario e un veloce deprezzamento del dollaro. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha perso lo 0,25% a 14.944 punti, mentre il Ftse All Share si è attestato a 15.784 punti giù dello 0,18 per cento.
Bene il comparto bancario. I rialzi hanno interessato Ubi Banca (+0,76% a 2,654 euro), Mediobanca (+0,81% a 6,235 euro) Mps (+2,90% a 0,446 euro) Banco popolare (+2,85% a 1,155 euro) ma soprattutto Intesa SanPaolo (+1,61% a 1,138 euro) e Unicredit (+1,68% a 0,906) in testa per buona parte della giornata borsistica nonostante l’indiscrezione di stampa secondo cui i due titoli potrebbero uscire dall’indice Eurostoxx50 nella prossima revisione del 31 agosto. Unica eccezione Bpm che ha chiuso negativa lasciando sul parterre il 3,06% a 1,522 euro.

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