Piazza Affari chiude positiva in attesa del Fomc, la fiducia a Berlusconi spinge Mediaset -1-

Inviato da Redazione il Mar, 14/12/2010 - 17:41
La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in territorio positivo nella giornata che ha visto il governo Berlusconi ottenere la fiducia sia al Senato che alla Camera. Grande attesa per il Fomc di stasera, l'ultimo del 2010. Dal meeting del braccio monetario della Federal Reserve, oltre alla conferma dei tassi d'interesse allo 0,25%, "potrebbero emergere novità sulla disponibilità ad intervenire nei prossimi mesi sul QE2 dopo la recente apertura in tal senso da parte del governatore Bernanke", hanno fatto notare gli economisti di Mps Capital Services. Sul fronte europeo S&P ha rivisto l'outlook del Belgio a negativo in scia all'incertezza politica che attanaglia il Paese. Buone news invece a livello macro: l'indice tedesco Zew di dicembre è salito oltre le attese a 4,3 punti, mentre le vendite al dettaglio Usa di novembre hanno mostrato un progresso dello 0,8% con il consensus fermo a +0,8%. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,36% a 20.708 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dello 0,35% a quota 21.406.

Mediaset regina del paniere principale con un balzo del 3,29% a 4,637 euro. Lo scatto del Biscione è avvenuto in concomitanza con l'esito della mozione di sfiducia contro il governo Berlusconi alla Camera. Mozione respinta per un pugno di voti: 314 i contrari, 311 i favorevoli, 2 gli astenuti. Una votazione avvenuta in un clima rovente, con la seduta sospesa per qualche minuto a causa della bagarre scoppiata tra i deputati leghisti e quelli di Futuro e Libertà. Prima di Montecitorio, anche Palazzo Madama aveva espresso il suo "sì" all'esecutivo. In questo caso, però, l'esito della votazione era abbastanza scontato: 162 i senatori favorevoli al Governo, mentre i contrari si sono fermati a quota 135. E proprio subito dopo il voto alla Camera, il titolo Mediaset ha iniziato il rally a Piazza Affari dopo una mattinata colorata di rosso. L'azione del gruppo controllato dalla famiglia Berlusconi aveva infatti pagato le indiscrezioni secondo cui l'Agcom avrebbe dato il via libera a Sky a partecipare alla gara per l'assegnazione delle frequenze del digitale terrestre.
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