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Piazza Affari chiude positiva, bene il comparto delle utilities

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Seconda parte in crescendo per il listino milanese che chiude in territorio positivo nonostante le tensioni che aleggiano sul futuro dell’area euro, minacciato dalle elezioni in Francia e Germania e dalla situazione greca.

A Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha terminato in rialzo dello 0,58% a 18.771,78 punti, spicca il balzo del Banco BPM (+4,1% a 2,488 euro). Tra i bancari, denaro anche su Mediobanca (+1,44% a 7,555 euro), UBI (+1,27% a 3,03 euro), BPER (+1,2% a 5,08 euro) e UniCredit (+1,06% a 12,4 euro). Di poco sotto la parità Intesa Sanpaolo (-0,19% a 2,138 euro).

Denaro anche su Fiat Chrysler Automobiles (+2,48% a 9,92 euro), che ha ribadito che i suoi veicoli sono “pienamente conformi alle norme in materia di emissioni”, e Ferrari (+0,99% a 61 euro) nel giorno in cui Morgan Stanley ha alzato il target price da 60 a 72 dollari (“overweight”).

Tra le utilities spicca il +3,66% di Terna (4,3020 euro), il +3,03% di A2A (1,2910 euro) ed il +2,79% di Enel (3,982 euro) in scia della promozione a “overweight” da parte di Morgan Stanley (prezzo obiettivo a 4,5 euro) e in attesa dei dati preliminari 2016.

+1,25% per Azimut (17,05 euro) nel primo giorno del buy back sul 13% del capitale mentre sul fondo del paniere delle big di Piazza Affari troviamo Banca Mediolanum (-2,47% a 6,905 euro), che a gennaio ha registrato una raccolta netta totale di 268 milioni di euro (502 milioni a gennaio 2016).

-2,24% di Tenaris (15,73 euro) dopo le indicazioni deludenti dall’attività di trivellazione in alcuni Paesi rilevanti per il gruppo, come Argentina e Messico. Nel comparto del lusso, ricavi sotto le attese hanno penalizzato Yoox Net-A-Porter ( -1,92% a 23,45 euro). Sul titolo, Goldman Sachs e JPMorgan hanno confermato le raccomandazioni “buy” e “overweigth” limando però il prezzo obiettivo a 34 euro (34,50 euro) e a 27 euro (da 28,50 euro). Decisione simile quella adottata da Mediobanca che ha ridotto il target price da 29,7 a 28,2 euro (“outperform).