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Piazza Affari chiude poco mossa, sotto i riflettori Telecom Italia

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Piazza Affari ha chiuso poco mossa l’ultima seduta di un mese brillante per i listini azionari del Vecchio Continente. La settimana è stata dominata dalle Banche centrali e dalla raffica di risultati societari. Oggi l’incertezza è arrivata dalla Bank of Japan che ha lasciato invariati gli stimoli monetari abbassando le stime di crescita e inflazione. Poco mossa anche Wall Street dopo che la Fed ha lasciato fermi i tassi ma ha aperto alla possibilità di una stretta monetaria nel meeting di dicembre. In settimana ha fatto grande notizia la discesa sottozero per la prima volta dei rendimenti dei Bot semestrali in asta. Rendimenti ai minimi storici anche per i Btp a cinque anni. In questo quadro a Piazza Affari, dove oggi è rimasta sotto i riflettori Telecom Italia, l’indice Ftse Mib ha chiuso invariato a 22.442 punti.

Telecom Italia (+0,55% a 1,269 euro) sotto i riflettori in scia all’ascesa di Xavier Niel nell’azionariato. Il titolo del gruppo tlc questa mattina è arrivato fino a 1,316 euro, il livello più alto dal 2008, per poi ridurre significativamente i guadagni nella seconda parte di seduta. Niel, fondatore dell’internet provider Iliad e comproprietario di “Le Monde”, ha comunicato alla Consob di aver incrementato, in data 27 ottobre 2015, la partecipazione potenziale precedentemente detenuta, tramite la società indirettamente controllata Rock Investment, in Telecom Italia e di detenere una posizione lunga complessiva pari al 15,143% del capitale con diritto di voto. Contrastate le banche con gli acquisti che hanno premiato Banco Popolare (+1,49% a 13,61 euro) e Popolare di Milano (+0,11% a 0,855 euro), mentre sono finite in negativo Intesa SanPaolo (-1,55% a 3,168 euro) e Unicredit (-0,25% a 5,88 euro).

Senza verve CNH Industrial (invariata a 6,15 euro) all’indomani dei conti del terzo trimestre archiviato con una perdita di 128 milioni di dollari, sulla quale hanno pesato oneri straordinari di circa 150 milioni relativi al business in Venezuela. L’utile operativo delle attività industriali è sceso a 245 milioni di dollari dai 522 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi della società del Lingotto attiva nelle macchine agricole e nei veicoli industriali hanno mostrato una contrazione del 24% a 5,9 miliardi di dollari. Nella galassia del Lingotto è invece andate bene FCA che ha guadagnato l’1,20% a 13,42 euro. Vendite su Finmeccanica (-2,37% a 11,90 euro) che ha perfezionato il closing della cessione di Ansaldo STS a Hitachi. Infine ancora debolezza su Eni (-1,13% a 14,86 euro) all’indomani dei conti del terzo trimestre.