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Piazza Affari chiude poco mossa prima del referendum, brilla Mediaset

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Piazza Affari ha chiuso in lieve ribasso l’ultima seduta prima del referendum costituzionale di domenica. Referendum che è percepito all’estero come un test sulla stabilità del Paese. I sondaggi danno in vantaggio il fronte No, ma è molto elevato il numero di elettori indecisi. L’esito del voto avrà sicuramente riflessi sia sul mercato sial sul quadro politico. Dagli Stati Uniti è arrivata una nuova tornata di solidi riscontri dal mercato del lavoro con la disoccupazione scesa a sorpresa ai minimi degli ultimi 9 anni. Sostanzialmente in linea con le stime il saldo delle buste paga nei settori non agricoli (non-farm payrolls), in positivo per 178 mila unità. In questo quadro a Piazza l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,07% a 17.086 punti.

Mediaset (+3,57% a 2,378 euro) ha indossato la maglia rosa tornando sotto i riflettori dopo le dichiarazioni di Piersilvio Berlusconi che ha parlato di una pubblicità positiva a novembre, sottolineando che il 2016 chiuderà in crescita. “Stimiamo una crescita del 3% per l’intero anno”, hanno spiegato gli analisti di Equita. Oggi sono tornati i rumors su Mediaset Premium con Il Sole 24 Ore che ha scritto che Vivendi sarebbe disposta a sedersi nuovamente al tavolo delle trattative. Questa volta sarebbe coinvolta anche Telecom Italia e lo schema sarebbe l’acquisto di una quota del 33% da parte di Mediaset, Vivendi e Telecom in modo che nessuno consolidi a bilancio la società.

Debole il comparto bancario con Mps che ha perso il 5,39% a 19,50 euro nell’ultimo giorno valido per la conversione dei bond subordinati. Le vendite hanno prevalso anche su Banco Popolare (-0,60% a 1,988 euro), Popolare di Milano (-0,35% a 0,314 euro) e Ubi Banca (-4,66% a 2,086 euro). In controtendenza Unicredit che ha mostrato un progresso dello 0,10% a 2,084 euro. Bene Atlantia (+0,72% a 21 euro) che questa mattina ha dato il via al programma di riacquisto di azioni proprie (buyback), operazione che avrà ad oggetto massime 39.258.523 azioni. Debole infine FCA (-1,77% a 7,205 euro) all’indomani dei dati sulle immatricolazioni.