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Piazza Affari chiude poco mossa, Fca e Banco Bpm inarrestabili

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Ultima seduta dell’ottava senza scossoni per Piazza Affari in una giornata con scambi abbastanza ridotti in occasione della ricorrenza dell’Epifania. In chiusura l’indice Ftse Mib ha segnato un rialzo dello 0,23% a 19.687,71 punti. Oggi riflettori accesi sulla tornata di dati mensili relativi al mercato del lavoro statunitense: il mese scorso il tasso di disoccupazione è passato al 4,7% dal 4,6% di novembre, che era stato il livello minore degli ultimi nove anni.

Leggermente sotto le stime il saldo delle buste paga nei settori non agricoli (non-farm payrolls), in positivo per 156mila unità, mentre il consenso era +175mila. Indicazioni oltre le attese dalla retribuzione media oraria, salita dello 0,39% m/m a 26 dollari, al di sopra del consenso (+0,3% m/m). In mattinata indicazioni deboli dalla Germania con ordini all’industria e vendite al dettaglio entrambe in calo a novembre.

Sul parterre di Piazza affari corsa senza freni per Fca (+6,96% a 9,9 euro). La casa automobilistica ha incassato la promozione di Goldman Sachs che l’ha inserita nella propria conviction buy list con prezzo obiettivo salito a 16,5 euro dai 9,9 precedenti. A detta della banca d’affari statunitense, nonostante il recente rally del titolo, il mercato continua a sottovalutare la capacità di Fca di migliorare il suo mix di prezzo nell’area Nafta posizionandosi maggiormente sulla vendita di automobili più redditizie. Goldman Sachs stima che Fca riuscirà a raggiungere una cassa netta di 3,2 miliardi di euro rispetto al debito netto di 4,7 miliardi atteso per il 2016.

Ennesima seduta in forte rialzo per Banco Bpm (+2,76% a 2,9 euro) protagonista assoluta di questo primo scorcio dell’anno con un balzo settimanale di oltre il 26%. Bene anche Salvatore Ferragamo (+2,48% a 24,37 euro) e Moncler (+1,53% a 16,59 euro), su quest’ultima SocGen ha reiterato il buy sul titolo ed alzato il target price a 21 euro dal precedente 19,50 euro.

Infine, seduta incolore per Poste Italiane (-1,40% a 6,3 euro) che ha pagato il possibile danno reputazionale derivante dalle forti perdite riportate da 4 fondi immobiliari collocati dal gruppo tra il 2002 e il 2005. In tal senso il gruppo guidato da Francesco Caio ha rimarcato che sussiste la volontà di finalizzare ed avviare, nel breve, iniziative in favore dei clienti di Poste che hanno sottoscritto al tempo il fondo immobiliare IRS, scaduto il 31 dicembre 2016.