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Piazza Affari chiude poco mossa dopo lo scivolone di ieri

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Piazza Affari ha chiuso poco mossa una seduta volatile dopo lo scivolone di ieri scatenato ancora una volta dallo scandalo che ha travolto Volkswagen e dal crollo di Glencore. Proprio Glencore, il colosso delle materie prime, oggi ha centrato un rimbalzo alla Borsa di Londra con un +15% circa. La mattinata era iniziata all’insegna delle vendite complice il tonfo della Borsa di Tokyo con il Nikkei che è scivolato sotto la soglia dei 17.000 punti. I listini dell’area Asia-Pacifico viaggiano ai minimi da oltre tre anni complici i continui segnali di indebolimento dell’economia cinese. Da ultimo i profitti industriali della Cina che ad agosto hanno mostrato un ribasso dell’8,8%, il peggior calo degli ultimi quattro anni. A segno questa mattina l’asta del Tesoro che ha collocato Btp a 5 e 10 anni per complessivi 5 miliardi di euro. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,15% a 20.726 punti.

FCA (-0,53% a 11,08 euro) ha proseguito la sua discesa in un comparto che nelle ultime sedute è stato fortemente penalizzato dallo scandalo emissioni, ribattezzato “Dieselgate”, che in pochi giorni ha travolto Volkswagen. Ieri i giudici della Bassa Sassonia hanno aperto un’indagine nei confronti di Martin Winkerton, ex Ceo di Volkswagen. Oggi il neo amministratore della casa di Wolfsburg, Matthias Mueller, ha fatto sapere che verranno ritirate dal mercato le 11 milioni di auto in cui è installato il software capace di alterare i dati sulle emissioni inquinanti. Tra i peggiori di seduta sull’indice Ftse Mib da segnalare Mediaset e Telecom Italia che hanno lasciato sul parterre rispettivamente il 4,89% a 4,042 euro e lo 0,64% a 1,078 euro. Terna (+0,14% a 4,23 euro) non si è scaldata più di tanto per la promozione arrivata questa mattina dagli analisti di Barclays che hanno alzato il giudizio a overweight da equalweight sulla società che controlla la rete elettrica nazionale.

Seduta volatile per i colossi pubblici dell’energia che nel pomeriggio hanno bruciato i guadagni accumulati nel corso della mattinata per poi rialzare la testa nel finale. A fine seduta Eni ha mostrato un rialzo dello 0,88% a 13,69 euro, mentre Enel ha guadagnato lo 0,46% a 3,864 euro. Tra le banche da segnalare lo spunto di Mps, che ha mostrato un progresso dell’1,91% a 1,54 euro. Gli acquisti hanno premiato anche Unicredit (+0,09% a 5,39 euro) e Ubi Banca (+0,96% a 6,29 euro).