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Piazza Affari chiude a un passo dai minimi, Unicredit orfana di Profumo peggior titolo del Ftse Mib

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Piazza Affari ha chiuso a un passo dai minimi intraday, penalizzata dai timori per la congiuntura mondiale, all’indomani dell’annuncio della Fed di essere pronta a scendere in campo per sostenere l’economia Usa nel caso in cui fosse necessario. Il Ftse Mib ha lasciato sul campo l’1,81% a 20.365 punti. Nella seduta di ieri, la Federal Reserve ha deciso di lasciare inalterati i tassi di interesse e ha sottolineato il rallentamento della ripresa economica negli Stati Uniti. Sul fronte macroeconomico, sono calati i nuovi ordini industriali in Europa. Secondo i dati dell’Eurostat, nel luglio scorso gli ordini sono scesi del 2,4% nei 16 Paesi dell’eurozona e del 2,3% nell’Ue a 27 rispetto al mese precedente. Nel pomeriggio, invece, sono attesi l’indice della fiducia dei consumatori in Europa e quello dei prezzi delle case a luglio negli Stati Uniti. La piazza milanese è zavorrata dal forte calo di Unicredit, titolo più pesante del Ftse Mib (-4% a 1,823 euro). Sul titolo del gruppo di Piazza Cordusio hanno pesato le dimissioni dell’ad, Alessandro Profumo. Male anche gli altri titoli bancari, con Mps che ha perso il 2,10% a 1,024 euro, dopo la decisione dell’agenzia Fitch di portare il rating a lungo da A ad A- e a breve da F1 a F2. In calo anche il Banco Popolare (-2,56% a 4,657 euro), nonostante l’ad Pierfrancesco Saviotti abbia negato ipotesi di aumento di capitale. Attenzione sulla Galassia a Piazza Affari, con un balzo di Mediobanca dell’1,10% a 6,87 euro, dopo che un’analisi sulla vicenda Unicredit della Repubblica ha rilanciato l’ipotesi di una fusione nella partecipata Generali (-1,80% a 14,74). La Borsa è sembrata euforica soprattutto sullo scenario che riguarda Mediolanum, che ha segnato un balzo del 4,76% a 3,247 euro, e che secondo queste ricostruzioni potrebbe venir coinvolta nel riassetto.