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Piazza Affari chiude l’ottava in affanno, Telecom cede oltre il 6%

QUOTAZIONI Autogrill Spa
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Piazza Affari ha chiuso in ribasso l’ultima seduta della settimana con l’indice Ftse Mib che ha perso l’1,45% a quota 18.875 punti, complice la caduta di Telecom Italia e la deludente performance del comparto bancario.
Telecom Italia è scivolata sul fondo del Ftse Mib con un tonfo del 6,47% a 0,672 euro. Gli investitori chiedono maggiore chiarezza sul futuro della società dopo la girandola di indiscrezioni uscite negli ultimi giorni. A deprimere il titolo del gruppo di telecomunicazioni, congelato più volte al ribasso, sono soprattutto due ipotesi: la prima riguarda la possibile rinuncia a distribuire il dividendo, la seconda riguarda il ricorso ad un aumento di capitale tra 1,5 e 2 miliardi di euro. Il mercato guarda già al prossimo 7 novembre quando si riunirà il Cda di Telecom Italia per presentare il piano industriale dopo la salita di Telefonica nella holding Telco e le dimissioni di Franco Bernabè.
Tra le banche le performance peggiori sono quelle degli istituti a vocazione popolare: Banco Popolare ha ceduto il 3,88%, Ubi Banca il 3,64%, Popolare dell’Emilia Romagna il 3,05% e Bpm il 2,55%. Le vendite hanno colpito anche Mediobanca (-1,78%) e Unicredit (-2,12%). Tra i peggiori di seduta Mediaset che ha lasciato sul parterre il 3,37% a 3,668 euro. Ancora male Autogrill (-3,27%) dopo la bocciatura giunta questa mattina da Credit Suisse. Gli analisti del broker elvetico hanno deciso di abbassare il giudizio sul titolo della società a underperform dal precedente neutral. Catalyst per il titolo per Credit Suisse sono i risultati di terzo trimestre che verranno pubblicati il prossimo 12 novembre.
STMicroelectronics (-1,5%) ancora debole nella settimana che ha visto la pubblicazione del terzo trimestre. I ricavi hanno mostrato un calo del 7,1% a2,01 miliardi di euro, mentre la perdita si è attestata a 142 milioni. Questa mattina Goldman Sachs ha tagliato il giudizio sul gruppo dei chip a neutral dal precedente neutral rivedendo al ribasso le sue stime sui ricavi e sul gross margin. “Da quando avevamo messo l’azione nella nostra buy list a maggio del 2012 il guadagno è stato del 35,5% contro il +22,3% del Ftse World Europe”, hanno spiegato gli esperti della banca Usa.

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