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Piazza Affari chiude nel segno del rosso, BPU Superstar

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Seduta nel segno del rosso per i mercati del Vecchio Continente. Piazza Affari inclusa. Colpa del petrolio che ha fatto un po’ sboom. Il brent ha viaggiato sui 61 dollari a barile, mentre il greggio americano si è mosso a cavallo dei 64 dollari, lontano dai livelli record toccati lo scorso mese. Nonostante la timida ripresa delle attività di raffinerie del golfo del Messico, sconvolte dall’uragano Katrina, l’oro nero ha frenato la sua corsa sulla notizia che le riserve strategiche Usa verranno utilizzate per fare fronte alla domanda di prodotti di riscaldamento per l’inverno. Sulle orme del rintracciamento del petrolio hanno perso smalto i titoli del settore energia, stelle polari del listino milanese. Così zavorrati gli indici di riferimento hanno tagliato il traguardo in territorio negativo. Il Mibtel ha perso lo 0,54% a quota 26.767 punti, mentre l’S&P/ Mib ha lasciato sul campo lo 0,63% a quota 34.654 punti. All’ombra della Madunina non sono però mancati i temi d’interesse. Hanno catalizzato l’attenzione i titoli del settore bancario. Apripista Bpu (+5,37% a quota 17,98 euro). Il titolo dell’istituto dall’animo popolare con un balzo da canguro si è aggiudicato il palmares della seduta. Merito delle parole lusinghiere degli analisti di Jp Morgan. Il broker in uno studio pubblicato oggi alla luce della recente semestrale ha promosso l’azione al rango overweight dal precedente equalweight. L’ha marcata a distanza stretta la Popolare di Verona e Novara (+2,98% a 16,20 euro). Il caldo vento del risiko bancario è tornato a circolare a Piazza Affari, portando in alto il titolo della banca guidata Fabio Innocenzi. In luce anche Credem, indicata da alcuni operatori come la prossima preda sullo scacchiere M&A e Fideuram (+1,68% a quota 4,83 euro). Ha tirato il frena invece Mps (-0,17% a 3,7975 euro).