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Piazza Affari chiude negativa nel giorno delle “tre streghe” -1-

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Seduta molto volatile a Piazza Affari provocata dalle “tre streghe”, ovvero dalle scadenze dei contratti future su azioni, indici e opzioni. Dopo una mattinata in territorio positivo, il listino milanese ha virato in ribasso nel primo pomeriggio per poi aumentare le perdite all’uscita del dato sulla fiducia dei consumatori statunitensi calcolata dall’Università del Michigan, scesa oltre le attese a settembre a 66,6 punti. La Borsa di Milano ha però recuperato terreno nel finale di seduta. E così il Ftse Mib ha ceduto lo 0,80% a 20.517 punti, mentre il Nasdaq è arretrato dello 0,71% a quota 21.090.

Debole il comparto finanziario in scia alla speculazione che oggi si è abbattuta sull’Irlanda, dove lo spread sui Cds ha toccato nuovi record. Ubi Banca ha ceduto l’1,46% a 7,10 euro, Monte dei Paschi lo 0,29% a 1,042 euro, Popolare di Milano lo 0,07% a 3,72 euro, Intesa SanPaolo lo 0,31% a 2,40 euro, Generali l’1,54% a 14,71 euro, Azimut l’1,39% a 7,07 euro, Unipol l’1,01% a 0,54 euro. In controtendenza il Banco Popolare che ha guadagnato lo 0,26% a 4,827 euro. Discorso a parte per Unicredit (-2,48% a 1,923 euro, peggior titolo del Ftse Mib). Secondo quanto riportato questa mattina dal Sole 24 Ore, la Lybian Investment Authority (Lia) ha comprato un altro 0,5% di Unicredit, portando la sua partecipazione al 2,59% dal precedente 2,075%. Il nuovo acquisto, a detta del quotidiano di Confindustria, sarebbe già stato comunicato alla Consob. Quest’ultima, a fine agosto, ha aperto un dossier sui rapporti tra Unicredit e Libia dopo che la Lia si è aggiunta al 4,61% già detenuto dalla Banca Centrale di Tripoli. L’inchiesta vuole verificare se i due soggetti abbiano agito in modo autonomo l’uno dall’altro, altrimenti si sarebbe sforato il tetto del 5% al possesso di ogni azionista.