Piazza Affari chiude negativa, in controtendenza rispetto al resto d'Europa

Inviato da Flavia Scarano il Lun, 02/04/2012 - 17:53
Prima seduta di aprile con il segno meno per Piazza Affari. Non ha giovato ai mercati l'indiscrezione, poi smentita, secondo cui la Bundesbank avrebbe potuto non più accettare i titoli greci come collaterale nelle operazioni di finanziamento. Al rumor hanno fatto seguito voci diffusesi sul mercato relativamente a una decisione dello stesso tipo assunta dalla Banca centrale tedesca anche nei confronti dei titoli portoghesi e irlandesi. A pesare è stata anche l'indicazione del Pmi manifatturiero dell'Eurozona a marzo sceso a 47,7 punti rispetto ai 49 punti della precedente rilevazione, toccando il valore più basso da tre mesi a questa parte. Dopo una partenza in rosso, Wall Street ha beneficiato del dato sull'Ism manifatturiero salito a marzo a 53,4 punti, in linea con le attese. Dal fronte Italia, il tasso di disoccupazione ha registrato a febbraio i massimi dal 2004 con un aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,2 punti su base annua, con una disoccupazione giovanile salita al 31,9%. Estremamente volatile il mercato obbligazionario con lo spread Btp-Bund che è salito in area 330 punti base. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib è arretrato dello 0,19% a 15.948 euro e il Ftse All Share ha mostrato un calo dello 0,21% a quota 16.963.
 
Male nel complesso il comparto bancario. Mps ha chiuso la seduta in rialzo dell'1,99% a 0,322 euro, dopo che venerdì scorso la Fondazione ha annunciato di aver ceduto ai blocchi un altro 3% del capitale di Rocca Salimbeni a due fondi pensione. Ad oggi, quindi, l'ente di Palazzo Sansedoni ha venduto sul mercato l'11,45% della banca senese. Giù Unicredit (-1,70% a 3,692 euro).  Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, sarebbero quattro i nomi rimasti in lizza per la presidenza di piazza Cordusio: Tantazzi di Prometeia, l'ex presidente di Eni Gros Pietro, l'ex ministro dell'Economia Siniscalco e il presidente di Allianz Vita, a cui si è aggiunto Alessandro Proto, ceo della Proto Organization che ha fatto sapere di non escludere la propria candidatura al vertice dell'istituto. In calo del 2,16% a 0,408 euro  la Popolare di Milano, dell'1,04% a 1,33 euro Intesa Sanpaolo, dell'1,34% a 1,403 euro Banco Popolare, dello 0,36%  a 4,388 euro Mediobanca e dello 0,06% a 3,176 euro Ubi Banca.
 
In rosso Fiat (-1,36% a 4,348 euro), in attesa della pubblicazione dei dati sulle immatricolazioni italiane di marzo. Secondo quanto dichiarato dall'Ad del Lingotto, Sergio Marchionne, il mercato italiano avrebbe mostrato un tonfo del 38-40% rispetto allo stesso mese del 2011. La società torinese ha nel frattempo dato il via libera alla conversione delle azioni privilegiate in ordinarie sulla base di un rapporto di conversione pari a 0,850 azioni ordinarie per ciascuna azione privilegiata.
 
Negativa Enel (-1,40%  a 2,674 euro), il cui titolo in giornata ha aggiornato nuovamente i minimi storici toccando i 2,634 euro. Sotto la parità anche Eni (-0,23% a 17,55 euro), nonostante il gruppo abbia annunciato di aver avviato la produzione del campo Marulk nell'offshore norvegese. Il campo ha riserve valutate in circa 75 milioni di barili di olio equivalente e produce 20.000 barili al giorno, di cui 4.000 in quota Eni.
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