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Piazza Affari chiude negativa: brilla FonSai, male tutti i bancari

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Chiusura di inizio settimana in rosso per la Borsa di Milano, in scia agli sconfortanti dati sul Pil e produzione industriale nazionale. A nulla è servita la revisione al rialzo dell’outlook sugli Stati Uniti da parte di Standard & Poor’s: l’agenzia di rating ha portato la previsione sul merito di credito del Paese a stelle e strisce da negativo a stabile, confermando il giudizio AA+, grazie ai rischi fiscali più contenuti. Dal fronte del mercato secondario, è tornato a salire lo spread Btp-Bund: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si è portato sui 270 punti base, con il rendimento del Btp decennale intorno al 4,28%. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto lo 0,81% a 16.556,34 euro mentre il Ftse All Share si è attestato a 17.573,86 punti in calo dello 0,69%.

Fondiaria-Sai, protagonista indiscussa della giornata, ha svettato sul listino meneghino con un progresso del 3,24% a 1,528 euro. Decisamente male Telecom Italia, in flessione del 4,48% a 0,5545 euro. In profondo rosso tutto il comparto bancario, vittima di alcune sospensioni al ribasso: giù del 4,67% a 0,2266 euro Monte dei Paschi di Siena, del 4,17 a 0,3953 euro la Popolare di Milano, del 4,39% a 5,765 euro Bper, del 3,41% a 3,172 euro Ubi Banca, del 2,92% a 1,361 euro Intesa Sanpaolo, dell’1,87% a 3,994 euro Unicredit e dell’1,57% a 4,956 euro Mediobanca. Banco Popolare si salva parzialmente dalle vendite e chiude la seduta in flessione dello 0,28% a 1,054 euro. Pessima invece la performance per Fiat, giù del 4,67% a 5,815 euro.