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Piazza Affari chiude negativa: ancora nervoso il settore bancario

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Piazza Affari ha inaugurato la settimana all’insegna della volatilità. I principali indici della Borsa italiana si sono mossi in altalena dalla mattina fino al pomeriggio per concludere la seduta in territorio negativo. Milano non è stato un caso isolato. Nelle piazze finanziarie del Vecchio Continente è riesplosa la paura e a pesare ancora una volta sono stati i timori sulla solidità dell’economia ungherese. A poco sono servite le indicazioni confezionate ad hoc da Budapest, dove il governo ungherese, pur prendendosi 24 ore per mettere a punto i dettagli del piano anti-crisi, ha fatto sapere che farà tutto il possibile per tenere sotto controllo il deficit di bilancio e l’intera economia, comprese riforme strutturali. Questo mentre Germania e Inghilterra stanno mettendo a punto i loro piani di austerity. Sforzi che almeno oggi non hanno perl sortito l’effetto sperato. L’indice Ftse Mib ha tagliato il traguardo in flessione dello 0,55% a 18.631 punti, mentre l’Ftse Italia All Share ha perso lo 0,63% a 19.262 punti. All’ombra della Madunina le banche sono rimaste nell’occhio del ciclone, in vista di possibili nuove svalutazioni. Ubi banca ha perso lo 0,89% a 6,70 euro, Mediobanca l’1,28% a 5,80 euro e il Banco Popolare di Milano lo 0,08% a 3,22 euro. Segno meno anche per Mps (-0,54% a 0,835 euro), Unicredit (+0,32% a 1,56 euro), Intesa Sanpaolo (-0,40% a 1,98 euro) e Banco Popolare (-0,36%) a 4,137 euro, nonostante l’accordo raggiunto per l’acquisizione di un ulteriore 20% della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno da una fondazione bancaria che esercitava un’opzione put.