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Piazza Affari chiude mista, bancari nell’occhio del ciclone

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Milano chiude la settimana mista. Anche se i volumi sono stati in vacanza, gli spunti non sono mancati a Piazza Affari. Nonostante si respirasse aria festiva alla Borsa di Milano oggi è stata una giornata di quelle da annunci importanti. Perché ha visto la nascita della prima piazza transatlantica. Merito di Euronext e Nyse, che hanno raggiunto l’accordo che le porterà dritte alla fusione. Nell’attesa di ulteriori sviluppi del risiko borsistico a dare una direzione ai mercati ci hanno pensato anche i dati macro arrivati da Oltreoceano. Dati che hanno fornito indicazioni miste secondo molti operatori. Nel mese di maggio negli Stati Uniti sono stati creati solo 75mila nuovi posti di lavoro nei comparti non agricoli contro attese di mercato che scommettevano su una crescita di 170mila unità. La solidità della ripresa dell’economia americana potrebbe venire messa in discussione, ha spiegato un trader, aggiungendo che oggi si può essere più così sicuri che la Fed alzi i tassi a giugno. Di fronte a queste notizie Piazza Affari è stata alla finestra e pur limando i guadagni è riuscita a mantenere la direzione. Il Mibtel ha tagliato il traguardo in rialzo dello 0,17% a 28.066 punti, mentre l’S&P/ Mib ha chiuso sotto la parità in calo frazionale dello 0,17% a 36.529 punti. All’ombra della Madunina i bancari sono stati il tema che più ha appassionato gli operatori. L’eco del discorso tenuto dal governatore Mario Draghi in occasione dell’assemblea di Banca d’Italia ha riacceso la voglia di risiko bancario. Da Intesa (-0,18% a 4,55 euro)-Capitalia (-2,03% a 6,43 euro) a Mps (+0,65% a 4,66 euro)-Sanpaolo (+0,46% a 14,09 euro) è stata solo questione di gusti il gioco dell’M&A che oggi ha appassionato Milano.