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Piazza Affari chiude in territorio positivo. Fiat protagonista, male le banche -1

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Torna il segno più a Piazza Affari che termina la seduta odierna in moderato rialzo. Sembrano attenuarsi, seppur lievemente, i timori di una crisi del debito pubblico. Sul fronte greco, dopo un lungo incontro, il Consiglio dei ministri e il premier greco, George Papandreou, hanno messo a punto un piano di privatizzazioni da 50 miliardi di euro entro il 2015 per evitare la ristrutturazione del debito e il fallimento.
I mercati continuano a seguire da vicino il fronte orientale, in particolare la Cina, che oggi è finita sotto la lente di ingrandimento di Goldman Sachs. La banca d’affari statunitense ha tagliato le stime sulla crescita del Paese e ha rivisto al rialzo quelle sull’inflazione.
In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha tagliato il traguardo a 20.582 punti in progresso dello 0,24% mentre il Ftse All Share ha guadagnato lo 0,38% a quota 21.385.
Giornata da dimenticare per il comparto bancario. Banco Popolare finisce in fondo al paniere lasciando sul parterre l’1,48% a 1,799 euro. Non va meglio alla Popolare di Milano a quota 1,869 in calo dell’1,32%, in scia all’indiscrezione secondo cui sarebbe previsto un potenziale ingresso di Mediobanca nell’istituto di Piazza Meda attraverso l’eventuale inoptato dell’aumento di capitale che Bpm varerà in settembre. Dopo il declassamento dell’outlook sull’Italia, Standard & Poor’s ha preso di mira Intesa SanPaolo (-1,06%) e Mediobanca (-0,47%), oltre che Banca Nazionale del Lavoro (gruppo BNP Paribas) e Findomestic (gruppo BNP). “L’outlook negativo su queste banche- si legge nella nota diffusa dall’agenzia di valutazione – riflette il fatto che potremmo abbassare i loro rating nel caso di un downgrade del debito sovrano italiano, vista la predominanza nei loro profili del business domestico”.

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