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Piazza Affari chiude in rosso, trascinata dal comparto bancario. Maglia nera a FonSai, bene Lottomatica -1

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta odierna in deciso ribasso. A pesare anche l’inizio sotto tono di Wall Street, penalizzata da una nuova stretta monetaria annunciata dalle autorità cinesi e dal dato sotto le attese dell’indice Ism Servizi a maggio. Nel frattempo torna ad allungarsi in Europa l’ombra del contagio all’indomani della bocciatura di Moody’s sul Portogallo. L’agenzia di rating ha infatti declassato il merito del credito lusitano da “Baa1” a “Ba2”, classificandolo “junk”, ovvero spazzatura, con outlook negativo. Domani sarà la volta delle Banca centrale europea, che dovrebbe alzare i tassi d’interesse dello 0,25 per cento. Ne sono convinti gli analisti di Ing, guardando al quadro economico dell’Eurozona e alle recenti parole di Jean-Claude Trichet, presidente dell’istituto. La formula “forte vigilanza” è stata ripetuta la scorsa settimana, convincendo anche gli ultimi scettici per un rialzo dei tassi nella riunione di domani. E, secondo Ing, il ritocco al costo del denaro non si fermerà qui. Dal fronte ellenico, il ministro delle Finanze francese, François Baroin, ha dichiarato che bisognerà attendere settembre per il varo del secondo piano di aiuti alla Grecia. Ieri lo stesso Baroin aveva rimarcato come l’Europa prenderà tutte le misure necessarie per evitare il default della Grecia. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib è arretrato del 2,44% a 19.783 punti, mentre il Ftse All Share, in flessione del 2,35%, si è attestato a 20.489 punti.
Pessime performance per il comparto bancario, tra cui spicca il profondo rosso di Unicredit (-7,06% a 1,396 euro), dopo che l’amministratore delegato di Piazza Cordusio, Federico Ghizzoni, ha confermato che è in atto lo studio su una possibile cessione delle sofferenze. Il totale dei crediti problematici lordi ammontano a 34 miliardi di euro, con coverage al 62 per cento. Con una mossa a sorpresa, Bpm (-6,34% a 1,61 euro) ha annunciato l`acquisto dalla fondazione Cr Alessandria dell’immobile dove ha sede la banca stessa (80% controllata dalla stessa Bpm e per il 20% in mano alla fondazione) per 48 milioni.