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Piazza Affari chiude in rosso: pesano gli industriali, bene Finmeccanica

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La Borsa di Milano ha chiuso l’ultima seduta della settimana in ribasso. Dopo un avvio in rosso e una mattinata all’insegna dei rialzi, Piazza Affari si è portata in territorio negativo. A pesare sono stati i dati macro provenienti da altro Oceano che hanno mostrato un rallentamento della creazione dei posti di lavoro. Ad aprile negli Stati Uniti il saldo delle buste paga nei settori non agricoli (non farm payrolls) è risultato positivo per 115 mila unità. Il consensus era di un progresso di 160 mila unità. Migliore delle attese il dato sul tasso di disoccupazione a stelle e strisce, che si è attestato ad aprile all’8,1%. Gli analisti avevano previsto un dato in linea con il precedente pari all’8,2%. In particolare, l’accelerazione al ribasso a poco più di un’ora dalla chiusura degli scambi è attribuibile alla volontà degli operatori di lasciare le proprie posizioni aperte in vista degli importanti appuntamenti del weekend che vedranno Grecia e Francia alla prova delle elezioni. Sostanzialmente stabile lo spread Btp-Bund rimasto sotto quota 390 punti base. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib è arretrato dell’1,41% a 13.918 punti e il Ftse All Share ha ceduto l’1,48% a quota 14.957.
 
A pesare oggi sul listino meneghino delle blue chips sono stati i titoli legati al settore industriale e petrolifero. Saipem, oggetto di sospensione al ribasso, ha chiuso la seduta in coda al Ftse Mib in calo del 4,47% a 34,82 euro. Giù anche Tenaris (-4,22% a 13,86 euro) ed Eni (-2,22% a 16,32 euro). I titoli hanno risentito  del crollo delle quotazioni a New York del Wti sceso sotto i 98 dollari al barile, al livello più basso dal febbraio scorso. In ribasso anche Pirelli (-3,06% a 9,35 euro) ed STMicroelectronics (-4,26% a 4,14 euro). Male anche la Galassia Agnelli : in calo del 3,62% a 3,404 euro Fiat, del 3,67% a 8 euro Fiat Industrial e del 2,76% a 16,58 euro Exor. 
 
Contrastato il comparto bancario. In rosso sono finite Ubi Banca (-1,42% a 2,496 euro), Intesa Sanpaolo (-0,47% a 1,05 euro) e Unicredit (-0,22% a 2,698 euro). Bene Monte dei Paschi (+0,45% a 0,246 euro) e Mediobanca (+0,34% a 3,494 euro). Meglio La Popolare di Milano e Banco Popolare, in progresso rispettivamente dell’1,02% a 0,345 euro e dell’1,57% a 1,034 euro.
 
Positiva Finmeccanica, avanzata dell’1,25% a 3,088 euro. Intermonte ha alzato la raccomandazione da outperform a buy, confermando il target price a 5 euro. Secondo gli esperti le performance negative degli ultimi mesi sono legate alla totale mancanza di fiducia sul titolo da parte del mercato. Nel frattempo non si affievoliscono i rumors sul gruppo di Piazza Monte Grappa. Stando a quanto riportato dal Messaggero, sarebbe soltanto questione di tempo l’acquisto da parte di Hitachi del 50% di Ansaldo Breda e del 25% di Ansaldo Sts, smentendo su quest’ultima le ipotesi circolate nei giorni scorsi che parlavano di una cessione del 29%.
 
Dopo un inizio di seduta relegata in fondo al paniere principale, Telecom Italia ha terminato gli scambi in flessione dell’1,24% a 0,839 euro. La controllata Telecom Argentina ha chiuso il primo trimestre con un utile in crescita dell’11% a 708 milioni di pesos, pari a circa 121 milioni di euro. Gli analisti avevano pronosticato un utile di 626 milioni pesos. Intanto è arrivata la notizia dal Sud America del divorzio tra Luca Luciani e Tim Brasil. L’amministratore delegato della controllata carioca di Telecom lascia la società, dopo gli scandali legati all’inchiesta sulle sim truccate. 
 
Maglia rosa a Diasorin (+3,20% a 20,65 euro). La società ha firmato un accordo per l’acquisizione del ramo d’azienda di diagnostica molecolare del gruppo Nordiag per 7,6 milioni di euro.