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Piazza Affari chiude in rosso appesantita da banche, bene Fca e Stm

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Chiusura di ottava senza smalto per Piazza Affari. Dopo un primo scorcio di seduta in rialzo con l’indice Ftse arrivato fino a 23.099 punti, il listino milanese ha ceduto terreno (chiusura a 23.014 punti, -0,14%) dopo che Wall Street ha accolto con freddezza i dati sul mercato del lavoro Usa. A ottobre negli Usa sono stati creati 261 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli, un dato inferiore alle attese fissate per 320 mila nuove unità. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1% dal 4,2%, sui nuovi minimi da fine 2000. “Nonostante le figure siano state sotto le attese – commenta Vincenzo Longo, market strategist di IG – gli operatori sono stati in parte compensati dalla buona revisione delle figure precedenti, in particolare quelle di settembre che hanno cancellato il dato negativo della lettura di un mese fa. Non crediamo che siano cambiate molto le aspettative degli operatori circa il rialzo dei tassi di interesse della Federal Reserve previsto per dicembre”.
Più forte del previsto invece l’indice ISM servizi di settembre, salito da 59,8 a 60,1 punti (consenso era per un calo a 58,5 punti), al livello maggiore dall’agosto del 2005.

Giornata pesante per il settore bancario: flessione di oltre il 2% per Unicredit e Bper, -1,31% per Ubi Banca. Pecora nera di giornata è stata Atlantia, giù del 3% a causa del taglio di rating a “reduce” da parte di Alphavalue.

Tra i migliori titoli di giornata spicca invece Fca (+2,42% a 15,66 euro) nonostante il calo delle immatricolazioni in Italia a ottobre (-0,8% con un mercato cresciuto complessivamente del 7,1%) e il calo della quota di mercato al 26,1% dal 28,2% di ottobre 2016. Fiat Chrysler Automobiles ha registrato il balzo delle immatricolazioni di Jeep (+47,2%). Inoltre il bilancio 2017 rimane positivo con un incremento delle immatricolazioni, nei primi dieci mesi dell’anno, pari all’8%.

Nuovo scatto in Borsa anche per Stm (+2,54% a 20,96 euro), livelli che rappresentano i nuovi massimi a oltre 13 anni. Una sponda importante arriva dai soliti risultati rilasciati da Apple. Il gigante di Cupertino ha diffuso numeri trimestrali oltre le attese e anche la guidance per l’ultimo trimestre dell’anno ha convinto il mercato (fatturato visto a 85,5 mld di dollari rispetto agli 84,5 mld del consensus). Negli ultimi tre mesi dell’anno attesa la vendita di 46,7 mln iPhone con la spinta anche del lancio del nuovo iPhone X. Equita stima che Apple rappresenti, dopo il ramp up dei nuovi sensori imaging per Face ID, circa il 10% del fatturato di del gruppo italo-francese.

In calo Telecom Italia (-0,72%). Il governo ha stretto ulteriormente la presa prevedendo ulteriori misure restrittive in modo da limitare i poteri di Vivendi. Al termine dell’istruttoria il Consiglio dei Ministri ha deliberato di esercitare i poteri speciali previsto dal “golden power” per tutelare la sicurezza e l’integrità della rete Tim. La decisione è stata presa a seguito dei cambiamenti intervenuti nella governance del gruppo italiano delle tlc, che hanno determinato il controllo e la disponibilità in capo ai francesi di Vivendi. Ora Telecom sarà tenuta a comunicare preventivamente al governo qualsiasi variazione e riorganizzazione degli assetti societari e delle società controllate, così come qualsiasi piano di cessione o alienazione di attivi strategici, o cambiamenti di governance. Telecom Italia ha preso atto di quanto deciso dal governo e si è impegnata a un dialogo costruttivo con palazzo Chigi.