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Piazza Affari chiude in rosso, acquisti su Eni e Intesa

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Seduta senza smalto per Piazza Affari che ha chiuso a ridosso della linea della parità. L’indice Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni in rialzo dello 0,18% a quota 22.962 punti aggiornando i massimi a due anni. la giornata era iniziata bene con il Ftse Mib spintosi fino a 23.133 punti sulla scia dei massimi a 25 anni toccati dalla Borsa di Tokyo. Dal fronte macro indicazioni deboli dalla produzione industriale tedesca (-1,6% a settembre), mentre le vendite al dettaglio dell’area euro sono andate meglio del previsto (+0,7% m/m) e quelle italiane hanno segnato il maggior progresso tendenziale dal 2010. Sul valutario l’euro è sceso ai minimi da luglio sotto 1,16 in concomitanza con il generalizzato apprezzamento del dollaro Usa in attesa del rialzo dei quasi certo tassi di dicembre.
In prima fila a Piazza Affari il titolo Eni (+1,03% a 14,65 euro) sospinta dalle indiscrezioni circa l’intenzione del Ministero dell’economia e delle finanze di cedere parte della partecipazione residua. La partecipazione che il Mef ha nel colosso del cane a sei zampe è pari al 4,34%. Secondo quanto appreso da indiscrezioni stampa e in particolare da Il Sole 24 Ore, il Mef starebbe vagliando la cessione del 2,15% di Eni a Cdp per un valore di 1 miliardo. Al vaglio potrebbe esserci anche la cessione di una quota di Enel (+0,185%). Il passaggio dell’intera quota del 23,58% ad oggi, con il titolo Enel sui massimi dal 2008 (+29% da inizio anno) permetterebbe l’incasso di circa 12 miliardi.
Riscontri trimestrali positivi per Intesa Sanpaolo che ha chiuso la giornata in rialzo dello 0,49% a quota 2,85 euro. L’utile netto è salito a sorpresa nel terzo trimestre toccando quota 650 milioni di euro (+3,5%) rispetto ai 607 mln delle stime di consensus. Considerando i primi 9 mesi dell’anno l’utile netto risulta di 5,88 miliardi con un’ampia fetta (3,5 mld) derivante dai contributi statali per l’acquisizione di Popolare Vicenza e Veneto Banca. La banca guidata da Carlo Messina, sulla base di tali dati, conferma l’impegno a distribuire 3,4 miliardi di dividendi cash per il 2017. In merito all’addendum Bce relativo ai crediti deteriorati, il ceo Carlo Messina ha affermato che la nuova regolamentazione non inciderà sulla capacità di Intesa Sanpaolo di mantenere una forte posizione patrimoniale e distribuire i dividendi previsti.
Alla prova dei conti anche Campari (+0,45%) che ha riportato nel terzo trimestre dell’anno vendite per 431,2 milioni di euro, poco sotto i 434,4 mln delle stime di consensus Bloomberg. Oltre le attese però la crescita organica che risulta nel trimestre a +5,1% rispetto al +4,7% atteso.
Al di fuori del Ftse Mib giornata difficile per Tod’s (-3,45% a 54,4 euro) con il mercato che ha accolto male i riscontri trimestrali. In particolare i ricavi hanno segnato una flessione del 4,7% a 722,2 milioni di euro. JP Morgan ha sottolineato come la maggiore delusione sul fronte vendite è arrivata dal Wholesale. La società che fa capo alla famiglia Della Valle ha annunciato il cambio al vertice con l’attuale Ceo Stefano Sincini che dal prossimo mese sarà rimpiazzato da Umberto Macchi di Celere.