Piazza Affari chiude in ribasso, vendite sulle banche. Bene Mediaset e Finmeccanica

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 28/06/2013 - 17:41
Quotazione: LEONARDO FINMECCANICA
Quotazione: MEDIASET
Quotazione: INTESA S.PAOLO
Quotazione: BANCO POPOLARE
La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso l'ultima seduta del primo semestre 2013. La mattinata era iniziata bene dopo le rassicurazioni di ieri sera sul QE di alcuni esponenti della Fed e in scia al balzo di Tokyo. Il governatore della People's Bank of China, Zhou Xiaochuan, ha inoltre promesso che verrà assicurato il mantenimento della stabilità del mercato monetario con l'adeguamento delle politiche al momento giusto. Il listino milanese ha poi varato in negativo nel giorno in cui il premier Letta da Bruxelles ha fatto sapere che l'Unione Europea, su una quota complessiva di 6 più 3 miliardi delle risorse, stanzierà 1,5 miliardi di euro per rilanciare l'occupazione giovanile in Italia, una cifra quasi triplicata rispetto a quella originariamente prevista. Nel pomeriggio gli investitori hanno snobbato il dato sulla fiducia dei consumatori Usa calcolata dall'Università del Michigan, che a giugno è salita a 84,1 punti contro attese ferme a 83 punti. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto l'1,24% a 15.239 punti.

Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 4,39% a 0,904 euro, Popolare di Milano il 2,57% a 0,307 euro, Ubi Banca il 3,67% a 2,782 euro, Unicredit il 3,38% a 3,598 euro, Intesa SanPaolo il 2,15% a 1,231 euro, Monte dei Paschi il 2,55% a 0,195 euro. In rosso sono finite anche Fiat, che ha perso il 2,72% a 5,37 euro, e Prysmian, che è arretrata del 3,04% a 14,35 euro. Campari (-0,71% a 5,565 euro) debole dopo aver annunciato di aver siglato un accordo per acquisire le attività di Copack, imbottigliatore di bevande leader in Australia, e attuale fornitore del gruppo milanese per il confezionamento dei prodotti "ready to drink". Mediaset (+2,76% a 2,90 euro) ancora brillante con Credit Suisse che è rimasta decisamente positiva sulle prospettive del titolo del Biscione. Ben comprata anche Finmeccanica (+1,26% a 3,848 euro) dopo che ieri i vertici della controllata Selex Es e delle organizzazioni sindacali hanno firmato il piano di riassetto e rilancio dell'azienda.
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