Piazza Affari chiude in ribasso, vendite sui titoli bancari

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 04/07/2014 - 17:42
Quotazione: UNICREDIT GROUP
Quotazione: MEDIASET
Quotazione: INTESA S.PAOLO
Quotazione: FCA CHRYSLER
Piazza Affari ha chiuso in ribasso appesantita dalle vendite che hanno colpito il comparto bancario e dopo una settimana caratterizzata da buone performance. Ieri a Wall Street, oggi chiusa per la festa dell'Indipendence Day, l'indice Dow Jones ha superato per la prima volta quota 17.000 punti dopo i dati sul mercato del lavoro di giugno: 288 mila nuovi posti creati nel comparto non agricolo e disoccupazione in calo al 6,1%. Senza dimenticare le parole di Mario Draghi che ha dichiarato che "il lavoro della Bce non è ancora finito". Con Wall Street chiusa gli investitori hanno spostato lo sguardo sull'Eurozona, dove in Germania gli ordini di fabbrica a maggio hanno deluso le attese mostrando una contrazione dell'1,7%. Sul secondario lo spread ha viaggiato in area 155 punti base, mentre a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell'1,48% a 21.559 punti.

Il comparto bancario è finito sotto pressione dopo l'allarme sugli utili lanciato dall'austriaca Erste Bank, che nel 2014 riporterà una perdita record in scia a maggiori accantonamenti nell'Est Europa. E così sul listino milanese Banco Popolare ha ceduto il 2,04% a 11,96 euro, Montepaschi il 2,53% a 1,50 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 2,96% a 6,72 euro, Popolare di Milano il 2,57% a 0,661 euro, Intesa SanPaolo il 3,06% a 2,274 euro, Ubi Banca il 3,45% a 6,575 euro, Unicredit il 3,20% a euro. Fiat (-1,16% a 7,62 euro) ha tirato il freno dopo una settimana brillante scandita dalle buone vendite in giugno di Chrysler negli Stati Uniti e dai segnali di risveglio delle immatricolazioni in Italia. Telecom Italia ha lasciato sul parterre l'1,46% a 0,907 euro in scia alle indiscrezioni di stampa circa la cessione della quota in Telecom Argentina. Sotto pressione Mediaset (-1,43% a 3,70 euro) con gli investitori che attendono la decisione sulla cessione della quota del 22% detenuta in Digital+.
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