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Piazza Affari chiude in ribasso, vendite su Telecom e Finmeccanica. Brilla Fiat

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La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso una seduta altalenante. L’avvio è stato segnato dallo scivolone di Tokyo con il Nikkei che ha perso oltre il 3,5% in scia al dato Pmi manifatturiero cinese calcolato da Hsbc che a maggio si è attestato a 49,2 punti contro i 49,6 punti attesi. Il Pmi manifatturiero dell’Eurozona è invece salito a maggio a 48,3 punti dai 46,7 punti del mese precedente e i 47,8 punti della lettura preliminare. Il listino milanese ha così tentato un recupero ma l’Ism manifatturiero Usa ha indicato una fase di contrazione e la Borsa è ritornata di nuovo in negativo. L’indice americano è sceso infatti a 49 punti base mancando i 51 punti attesi dagli analisti. Mario Draghi, a Shanghai per la Conferenza monetaria internazionale, ha dichiarato di prevedere una ripresa graduale nell’Eurozona entro la fine dell’anno. Secondo Draghi, la ripresa verrà sostenuta dalla politica accomodante della Bce e dalla domanda esterna. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,72% a 17.090 punti.

Telecom Italia ha lasciato sul parterre il 2,84% a 0,582 euro ma secondo l’Ad Marco Patuano il recente calo che ha caratterizzato il titolo non è legato dal via libera del Cda allo scorporo della rete di accesso. Le vendite hanno colpito la galassia Finmeccanica dopo le parole del ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, che si è detto contrario al piano di vendita di asset del colosso pubblico dell’aerospazio. E così Finmeccanica ha ceduto il 2,37% a 4,194 euro e Ansaldo STS è arretrata dell’1,49% a 7,255 euro. Negativo il comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto il 3,22% a 0,414 euro, Intesa SanPaolo l’1,78% a 1,433 euro, Unicredit il 2,28% a 4,294 euro, Ubi Banca l’1,61% a 3,43 euro, Banco Popolare lo 0,78% a 1,143 euro. In controtendenza il Monte dei Paschi che ha mostrato un progresso del 2,29% a 0,246 euro. Fiat (+3,02% a 6,31 euro) non smette di correre e ha accelerato al rialzo dopo la pubblicazione del dato sulle vendite Usa di Chrysler. La casa di Detroit ha registrato a maggio una crescita dell’11% delle vendite negli Stati Uniti 166.596 unità. Seduta tonica anche per Exor che ha mostrato un rialzo dell’1,58% a 25 euro.