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Piazza Affari chiude in ribasso, Unicredit maglia nera del Ftse Mib -1-

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in territorio negativo, cambiando direzione nel pomeriggio dopo la pubblicazione dei dati statunitensi. La spesa e i redditi delle famiglie americane hanno confermato la debolezza degli ultimi mesi, nonostante ad agosto siano cresciute oltre le previsioni, mentre l’Indice Ism manifatturiero ha mostrato a settembre una flessione a 54,4 punti dai 56,3 punti dello scorso mese. Non sono quindi bastate le buone indicazioni arrivate dalla fiducia dei consumatori, salita oltre le attese a 68,2 punti. E così a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,56% a 20.391 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dello 0,46% a quota 21.001.

Oggi l’Ecofin ha lanciato il monito sul credit risk: “i rischi legati al mercato del debito sovrano potrebbero avere un effetto di contagio sul settore bancario”. Un avvertimento che ha fatto sbandare il comparto bancario a Piazza Affari: Ubi Banca ha ceduto l’1,05% a 7,03 euro, Monte dei Paschi lo 0,69% a 1,009 euro, Intesa SanPaolo lo 0,52% a 2,37 euro, Banco Popolare lo 0,34% a 4,37 euro, Popolare Milano lo 0,57% a 3,48 euro. Unicredit (-2,14% a 1,83 euro) maglia nera del Ftse Mib nel giorno della presentazione di Federico Ghizzoni, il nuovo amministratore delegato. Le linee guida tracciate dal neo Ceo prevedono di continuare a crescere, consolidando la presenza del gruppo nei Paesi maggiori dell’area CEE, in cui la banca ha raggiunto la presenza maggiore come la Polonia, la Turchia, la Russia, e nei paesi dell’Europa Centrale, come la Repubblica Ceca, dove l’istituto di piazza Cordusio è già leader. Ghizzoni ha inoltre dichiarato che la Libia è un investitore di lungo termine e la partecipazione di Unicredit in Mediobanca resta strategica.