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Piazza Affari chiude in ribasso una seduta nervosa, lo spread risale sopra 290

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La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso una seduta nervosa nella quale l’indice Ftse Mib si è mosso tra un minimo intraday di 16.408 punti e un massimo di 16.805 punti. Sul secondario lo spread Btp-Bund è risalito sopra quota 290 punti base e il rendimento del bond decennale si attesta sopra il 4,5%. Secondo alcuni analisti domani la Bce potrebbe cambiare idea sulle prossime strategie monetarie e aprire uno spiraglio all’introduzione di nuove misure non convenzionali o al taglio di 25 punti base del costo del denaro nei prossimi 2-3 mesi. La giornata dei mercati era iniziata con il balzo del Nikkei ai massimi dal settembre 2008. Il paniere giapponese ha beneficiato delle dimissioni anticipate del governatore della BoJ, Masaaki Shirakawa. Dopo l’annuncio lo yen ha rapidamente perso terreno contro il dollaro e l’euro favorendo i titoli legati alle esportazioni. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,65% a 16.602 punti.

Le vendite hanno colpito i titoli del comparto finanziario: Mediobanca ha ceduto il 3,67% a 4,966 euro, Ubi Banca il 2,06% a 3,524 euro, Unicredit l’1,38% a 4,298 euro, Intesa SanPaolo l’1,56% a 1,387 euro, Banco Popolare lo 0,07% a 1,415 euro, Mediolanum l’1,42% a 4,29 euro, Generali lo 0,97% a 13,24 euro. In controtendenza Popolare di Milano (+0,99% a 0,508 euro) e Monte dei Paschi (+1,49% a 0231 euro). Debole Snam (-1,53% a 3,606 euro) dopo aver avviato una trattativa esclusiva per la rete gas di Total nel sud della Francia. Telecom Italia ha perso l’1,32% a 0,673 euro a due giorni dalla presentazione del piano industriale e dei risultati dell’esercizio 2012. Di contro Azimut ha svettato sul paniere principale con un rialzo del 3,72% a 12,55 euro. Bene anche Terna che ha guadagnato l’1,97% a 3,106 euro dopo aver approvato il piano strategico 2013-2017. Autogrill (+0,88% a 9,21 euro) ha sfruttato la promozione di Mediobanca.