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Piazza Affari chiude in ribasso, tornano le vendite sulle banche. Ok Enel e Tenaris -1-

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in territorio accelerando al ribasso nel pomeriggio dopo i deludenti dati Usa e le parole pronunciate dal presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, secondo cui il Fondo Monetario Internazionale potrebbe non rilasciare la sua parte di aiuti alla Grecia nella tranche in programma il prossimo mese. Juncker ha inoltre dichiarato che la Grecia non riuscirà quest’anno a centrare gli obiettivi di bilancio che si era imposta e, di conseguenza, il governo di Atene deve avviare con urgenza il piano di privatizzazioni. Negli Stati Uniti la seconda lettura del Pil del primo trimestre ha mostrato un rialzo dell’1,8%, invariato rispetto alla precedente rilevazione ma peggio delle attese che pronosticavano +2,2%. Deludenti anche le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, saliti a 424 mila dalle precedenti 409 mila (consensus 404 mila). In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto lo 0,71% a 20.668 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dello 0,66% a quota 21.442.

Sono tornate le vendite sul comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto il 3,04% a 1,883 euro, Banco Popolare il 2,93% a 1,79 euro, Unicredit il 2,87% a 1,523 euro, Monte dei Paschi lo 0,69% a 0,86 euro, Intesa SanPaolo lo 0,68% a 1,749 euro, Ubi Banca lo 0,74% a 5,37 euro. Ma la maglia nera del paniere principale è andata a Lottomatica che ha chiuso con un tonfo del 3,59% a 13,71 euro. Male anche Telecom Italia (-1,28% a 0,962 euro). “Confermiamo su Telecom il giudizio neutrale con target price a 1,17 euro”, ha scritto Mediobanca nella nota odierna raccolta da Finanza.com aggiungendo però che “fino a quando il mercato domestico non troverà stabilità, esiste il rischio che il recente miglioramento della politica di dividendi non sia sostenibile nel lungo termine”.