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Piazza Affari chiude in ribasso, tonfo di Mediaset

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso in un clima ormai festivo, caratterizzato da scambi sottili. Stessa situazione a Wall Street che prende ancora fiato dopo i rialzi delle ultime settimane, con l’indice Dow Jones arrivato ad un passo da 20.000 punti. I dati macroeconomici hanno avuto un impatto quasi nulla sull’andamento dei listini. Nel terzo trimestre il Pil americano ha fatto registrare una crescita del 3,5%, oltre le attese degli analisti e al ritmo più veloce degli ultimi due anni. Lievemente sotto le attese il leading indicator di novembre. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,49% a 19.121 punti.

Mps (-7,48% a 15,08 euro) dopo che l’operazione di mercato, come era prevedibile, non è andata a buon fine. Attraverso la conversione “volontaria” delle obbligazioni subordinate la banca senese ha raccolto oltre 2 miliardi di euro, 2,4 miliardi di valore nominale che pesano per 2 miliardi di capitale. Cifra che non basta per arrivare all’obiettivo di 5 miliardi di euro, anche perchè dall’aumento di capitale dovrebbe arrivare poco e niente. L’offerta di azioni, che si concluderà oggi, dovrebbe concludersi con un flop e questa sera il management di Rocca Salimbeni tirerà le somme con un Cda. Ben comprate le altre banche: Banco Popolare ha guadagnato il 2,45% a 2,512 euro, Popolare di Milano il 2,62% a 0,395 euro, Unicredit lo 0,64% a 2,852 euro.

Tonfo di Mediaset (-12,40% a 4 euro) dopo il rally delle ultime sedute con gli analisti di Berenberg che hanno tagliato la raccomandazione sul titolo a hold. “Il prezzo attuale riflette la situazione che si è venuta a creare con Vivendi”, hanno spiegato gli esperti che si aspettano che, dopo aver raggiunto il 30% nel capitale del Biscione, Vivendi si dovrebbe fermare per non incorrere nell’obbligo di Opa, anche se “non è ancora chiara l’evoluzione futura della vicenda. Non crediamo che Vivendi abbia la forza necessaria per estromettere Fininvest dall’azionariato”, si legge nel report. Le vendite hanno colpito anche due dei migliori titoli dell’ultimo mese come FCA (-3,04% a 8,455 euro) e Telecom Italia (-2,26% a 0,821 euro).