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Piazza Affari chiude in ribasso, spread sopra 300 punti. Male banche e Saipem. Brilla Fiat

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La Borsa di Milano ha chiuso ancora in ribasso e lo spread è salito fino a 310 punti base, livello massimo dallo scorso 12 aprile. Il listino milanese non ha seguito l’andamento positivo di Wall Street e una serie di dati americani migliori delle attese. Le vendite di case nuove negli Stati Uniti si sono attestate a maggio a 476 mila unità, contro le 466 mila della precedente rilevazione e le 460 mila del consensus, registrando i massimi dal luglio del 2008. La fiducia dei consumatori è salita in giugno a 81,4 punti dai precedentei 74,3 punti, mentre le attese degli analisti erano ferme a 75,1 punti. Il Tesoro ha collocato Ctz biennali per 3,5 miliardi di euro al rendimento medio del 2,405%, più che raddoppiato rispetto al minimo storico dell’1,113% a cui erano stati collocati un mese fa. In mattinata il Ftse Mib si era spinto fino a 15.309 punti con gli investitori aggrappati alle parole di Richard Fisher, presidente della Fed di Dallas, secondo cui la Banca centrale Usa sarà di sostegno anche con il limite dato al programma di stimolo. In chiusura l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,37% a 15.056 punti.

Vendite sostenute sul comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto il 5,45% a 0,316 euro, Mediobanca il 4,97% a 4,164 euro, Banco Popolare il 2,80% a 0,901 euro, Ubi Banca il 2,02% a 2,812 euro, Monte dei Paschi il 3,80% a 0,187 euro, Unicredit l’1,18% a 3,68 euro, Intesa SanPaolo lo 0,49% a 1,226 euro. Saipem ha lasciato sul parterre il 2,73% a 12,84 euro nonostante si sia aggiudicata il contratto per lo sviluppo sottomarino del campo di Egina nell’offshore nigeriano, in profondità d’acqua che raggiungono i 1.700 metri. Il progetto ha un valore di circa 3 miliardi di dollari. Mediaset (+1,84% a 2,436 euro) è rimbalzata dopo il tonfo di ieri, che era stata innescato dalla condanna del Tribunale di Milano a Silvio Berlusconi nell’ambito del processo Ruby. Fiat ha proseguito la corsa mostrando un progresso del 3% a 5,49 euro. Venerdì il Lingotto aveva firmato il rinnovo di una linea di credito revolving triennale per 2 miliardi di euro con un gruppo di nove banche. Generali (-0,15% a 13,30 euro) è finita sotto la lente di Ubs. Il broker svizzero ha iniziato la copertura sul titolo della compagnia assicurativa con giudizio neutral e target price a 13,10 euro.