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Piazza Affari chiude in ribasso, soffrono le banche popolari

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E’ durato poco a Piazza Affari l’effetto delle parole di Mario Draghi, che ieri ha aperto alla possibilità di un taglio dei tassi nella prossima riunione della Banca centrale europea, oltre a nuove misure espansive per contrastare la bassa inflazione della zona euro. Dopo la brillante performance di ieri oggi Piazza Affari ha chiuso in ribasso con l’indice Ftse Mib che ha ceduto l’1,56% a 21.390 punti. Le vendite sono tornate sul comparto bancario, che non sfruttano lo spread Btp-Bund rimasto sotto quota 150 punti base. Il rendimento del bond decennale italiano si è confermato sotto il 3%, appena sopra i minimi storici. La prossima settimana l’attenzione sarà rivolta ai dati sul Pil del primo trimestre di diversi Paesi dell’Eurozona e sulla lettura finale di aprile dell’inflazione del Vecchio Continente.

Le vendite sono tornate a colpire i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 5,75% a 13,09 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 6,99% a 7,64 euro, Popolare di Milano il 5% a 0,608 euro, Ubi Banca il 4,86% a 6,455 euro, Intesa SanPaolo il 2,36% a 2,396 euro, Unicredit il 2,88% a 6,225 euro. Nel settore finanziario giornata decisamente negativa anche per Azimut, che ha lasciato sul parterre il 4,54% a 21,01 euro, e Mediobanca, che ha mostrato una flessione del 5,38% a 7,20 euro. Fiat (+1,20% a 7,53 euro) è rimbalzata dopo due sedute deludenti. In forte ribasso Prysmian (-5,35% a 16,09 euro) all’indomani della pubblicazione dei conti del primo trimestre chiuso con profitti in calo del 69,2% a 12 milioni di euro. Sul titolo ha pesato il downgrade giunto questa mattina dagli analisti di JP Morgan. Buzzi Unicem ha ceduto il 3,96% a 12,83 euro dopo la perdita del primo trimestre pari a 53,4 milioni di euro, comunque in miglioramento rispetto al rosso di 66,9 milioni di un anno fa.