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Piazza Affari chiude in ribasso, segno più per gli altri listini europei

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in ribasso ma lontano dai minimi intraday. Gli investitori sono interamente concentrati sulla riunione della Bce di oggi, nella quale Mario Draghi dovrebbe spiegare il piano di acquisti di titoli di Stato sul mercato secondario. Nell’attesa lo spread Btp-Bund ha messo la retromarcia portandosi in area 410 punti base, mentre a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,62% a 15.128 punti. STMicroelectronics è scivolata sul fondo del paniere principale con un ribasso del 5,18% a 4,394 euro in scia alle bocciature di Exane e Ubs. Tra le peggiori performance da segnalare Telecom Italia (-2,92% a 0,749 euro) e Finmeccanica (-2,41% a 3,648 euro). Male il comparto dell’energia e dell’utilities: Enel Green Power ha ceduto l’1,66% a 1,305 euro, Snam l’1,24% a 3,338 euro, Saipem l’1,15% a 37,04 euro, Eni l’1,10% a 17,07 euro, Terna l’1,08% a 2,76 euro. Si è salvata Enel (+0,23% a 2,654 euro). Positivi, invece, i titoli del comparto bancario: Ubi Banca ha guadagnato il 3,88% a 2,782 euro, Popolare di Milano il 2,41% a 0,429 euro, Monte dei Paschi l’1,88% a 0,227 euro, Unicredit lo 0,74% a 3,26 euro, Banco Popolare l’1,44% a 1,20 euro. Mediobanca (+1,73% a 4 euro) non ha interrotto la corsa e, nel corso della seduta, è tornata sopra quota 4 euro, soglia che non veniva oltrepassata dallo scorso 17 aprile.
Chiusura positiva per le altre piazze finanziarie europee.
L’Ibex ha terminato la seduta con un rialzo dello 0,08% portandosi a 7.494 punti, +0,2% per il Cac40 che sale a 3.405,79 e +0,46% del tedesco Dax a 6.964,69. In controtendenza il Ftse100, in calo di un quarto di punto percentuale a 5.657,86.