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Piazza Affari chiude in ribasso, scivola Eni. Positiva Finmeccanica

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso una seduta caratterizzata da volumi sottili, complice il clima di festività. Venerdì a mercato chiusi Standard & Poor’s ha tagliato il rating dell’Italia da tripla B a BBB-, l’ultimo livello dell’investment grade. Si tratta del quinto downgrade in otto anni. S&P ha invece alzato l’outlook del Belpaese a “stabile”. Il downgrade non ha avuto impatti sul secondario, dove il rendimento del Btp decennale si è mantenuto sotto la soglia del 2%. A pesare sui mercati alcuni dati arrivati questa mattina dall’Asia. In Giappone il Pil del terzo trimestre è stato rivisto a -0,5% da -0,4% su base trimestrale, mentre su base annua il saldo definitivo parla di un -1,9%. In Cina peggio delle attese in novembre sia le importazioni (-6,7%) sia le esportazioni (+4,7%). In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,67% a 19.951 punti.

Contrastate le banche: Banco Popolare ha guadagnato lo 0,35% a 11,25 euro, Intesa SanPaolo l’1,26% a 2,554 euro, Ubi Banca l’1,33% a 6,435 euro, Mediobanca lo 0,40% a 7,41 euro. Vendite invece su Mps (-1,89% a 0,594 euro) e Popolare di Milano (-0,41% a 0,595 euro). Male Eni (-3,41% a 14,97 euro) che ha risentito del’ennesimo tonfo del petrolio, con il Wti che a New York è scivolato sotto la soglia di 64 dollari al barile. Positiva Finmeccanica (+1,17% a 8,19 euro) in scia alla promozione arrivata questa mattina da Deutsche Bank. Gli analisti della banca tedesca hanno alzato il giudizio sul titolo del colosso pubblico a hold dal precedente sell. Ben comprata anche Mediaset che ha archiviato la prima seduta della settimana con un progresso dell’1,45% a 3,346 euro. FCA (-1,79% a 10,97 euro) ha tirato il freno dopo il rally della scorsa settimana e in attesa del perfezionamento del lancio del convertendo da 2,5 miliardi di dollari e del collocamento di 87 milioni di azioni ordinarie.