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Piazza Affari chiude in ribasso, la risalita dello spread manda ko le banche. Svetta Ansaldo

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La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso pagando la risalita dello spread, che si è riportato sopra quota 350 punti base. Il motivo potrebbe risiedere nel movimentato weekend che ha scosso la politica italiana. Silvio Berlusconi ha infatti tenuto una conferenza stampa in cui ha minacciato di togliere l’appoggio al governo Monti e ha fortemente attaccato la Germania sulla gestione della crisi dei debiti sovrani. Già ieri, analisti e opinionisti, avevano previsto una reazione negativa dei mercati alla presa di posizione dell’ex premier. Wall Street è rimasta chiusa a causa del passaggio nell’area di New York dell’uragano Sandy, che sta minacciando la costa orientale degli Stati Uniti. In Grecia, invece, si intensificano i negoziati tra la troika e l’esecutivo ellenico per trovare una soluzione che allontani lo spettro della bancarotta di Atene. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto l’1,51% a 15.349 punti.

La risalita dello spread ha impattato negativamente sulla performance dei titoli bancari: Mediobanca ha ceduto il 4,29% a 4,33 euro, Monte dei Paschi il 4,46% a 0,218 euro, Popolare di Milano il 4,41% a 0,425 euro, Banco Popolare il 4,32% a 1,218 euro, Ubi Banca il 2,83% a 3,026 euro, Unicredit il 2,47% a 3,394 euro, Intesa SanPaolo il 2,67% a 1,238 euro. Tra i peggiori anche Finmeccanica (-3,85% a 3,796 euro) e Campari (-3,04% a 6,22 euro), quest’ultima in scia ai downgrade di Mediobanca e Deutsche Bank. Alla vigilia dei conti trimestrali Fiat ha lasciato sul parterre lo 0,58% a 4,122 euro, mentre Ansaldo STS ha svettato con un balzo del 2,31% a 6,64 euro dopo i conti. Generali ha guadagnato lo 0,83% a 12,22 euro in scia ad un report di Deutsche Bank che ha alzato il giudizio sulla compagnia assicurativa a buy da hold portando il target price a 14,5 euro dal precedente 11,7 euro.