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Piazza Affari chiude in ribasso, riflettori puntati su Generali

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso dopo le parole di Donald Trump che venerdì si è insediato ufficialmente alla Casa Bianca. Nel suo discorso, il nuovo presidente americano ha insistito sulle misure di protezionismo allo slogan di “American First”, sia in politica interna sia in quella estera. Parole che si sono sentite anche sul mercato valutario dove il dollaro ha perso terreno contro tutte le principali valute. Il listino milanese ha accentuato le perdite in scia all’andamento negativo di Wall Street. Da segnalare anche la flessione del petrolio dopo che il numero di trivellazioni di greggio nell’ultima settimana ha fatto segnare l’incremento maggiore dall’aprile del 2013. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,78% a 19.328 punti.

Vendite sostenute su Unicredit (-2,79% a 26,15 euro) nel giorno in cui è partito il raggruppamento azionario. Sui prezzi dei titoli ordinari e di risparmio è stato applicato un fattore di rettifica pari a 10. Le vendite hanno colpito anche Banco Bpm (-2,83% a 2,818 euro), Popolare dell’Emilia Romagna (-2,35% a 5,61 euro) e Intesa SanPaolo (-2,91% a 2,398 euro). I riflettori sono però stati rivolti verso Trieste. Generali ha messo a segno un balzo del 3,94% a 14,25 euro sulla scia dei rumors di un possibile interesse della tedesca Allianz e anche Intesa SanPaolo, che starebbe valutando un’operazione sulla compagnia triestina. Acquisti anche su Mediobanca (+1,51% a 8,07 euro), azionista di riferimento del Leone.

Il calo del petrolio, dopo l’aggiornamento relativo gli impianti di trivellazione elaborato da Baker Hughes, si è sentito sui titoli del comparto petrolifero sul listino milanese: Eni ha lasciato sul parterre l’1,54% a 15,31 euro e Saipem ha mostrato una ribasso dell’1,24% a 0,495 euro.