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Piazza Affari chiude in ribasso: pesante Mps nel giorno dell’interrogatorio di Mussari

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Con una virata in negativo nelle ultime battute, la Borsa di Milano ha chiuso l’ultima seduta della settimana in ribasso, appesantita anche dai dati macro Usa sulla produzione industriale e sulla fiducia consumatori elaborata dall’Università del Michigan peggiori delle attese. Dal G20 a Mosca il governatore della Bce, Mario Draghi, ha bollato come “chiacchiere” quelle sulla cosiddetta guerra delle valute, considerandole tra le altre cose inappropriate, infruttuose e controproducenti. Dall’Italia la Banca d’Italia ha fatto sapere che il debito pubblico a fine 2012 si è attestato a 1.988,36 miliardi di euro, in calo rispetto al massimo storico di 2.020,82 miliardi toccato in novembre. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib è arretrato del lo 0,33% a 16.489,80 punti mentre il Ftse All Share si è attestato a quota 17.472,19 in calo dello 0,12%.

Ha svettato Eni (+2,14% a 17,69 euro) nel giorno della presentazione dei conti. Maglia nera invece a Finmeccanica, in ribasso del 4,13% a 3,99 euro. Pessime performance anche per Monte dei Paschi, in flessione del 2,50% a 0,23 euro, nel giorno della convocazione in Procura a Siena di Giuseppe Mussari, ex presidente della banca senese ed ex numero uno dell’Abi. Nel frattempo il pm di Milano, Antonio Renna, ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per Gianluca Baldassarri, l’ex capo dell’area Finanza di Mps. Male il resto del comparto bancario: giù del 2,28% a 5,365 euro Mediobanca, dell’1,83% a 1,395 euro Banco Popolare, dell’1,78% a 0,552 euro Popolare di Milano, dell’1,10% a 4,304 euro Unicredit, dello 0,72% a 1,374 euro Intesa Sanpaolo e dello 0,50% a 3,552 euro Ubi Banca. In rosso Telecom Italia (-2,30% a 0,6155 euro). Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il colosso tlc avrebbe intenzione di svalutare gli avviamenti delle attività italiane da un minimo di 2 ad un massimo di 4 miliardi di euro.