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Piazza Affari chiude in ribasso, pesano banche e energia

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso appesantita dalle vendite che hanno colpito i settori delle banche e dell’energia. Sul mercato il dollaro continua a regnare: il Dollar Index è infatti salito sopra quota 101, sui massimi dal 2013. Aria di debolezza anche a Wall Street, nonostante in avvio di seduta il Nasdaq aveva aggiornato i massimi storici a 5.347 punti. Sul mercato si sono sentite ancora le parole di ieri di Janet Yellen, che ha rafforzato le attese per un rialzo dei tassi a dicembre da parte della Federal Reserve. Questa mattina invece Mario Draghi ha fatto sapere che la Bce proseguirà sulla strada della politica accomodante. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell’1,75% a 16.265 punti.

Le vendite si sono fatte sentire su buona parte del comparto bancario, in particolare sul duo Banco Popolare/Bpm che hanno ceduto rispettivamente il 5,10% a 1,934 euro e il 5,22% a 0,305 euro. Male anche Intesa SanPaolo (-2,58% a 2,036 euro) e Ubi Banca (-3,64% a 2,12 euro). Le utility confermano il loro momento no. Enel ha perso il 2,38% a 3,616 euro con gli analisti di Morgan Stanley che hanno ripreso la copertura sul titolo del colosso elettrico con giudizio equalweight. Male anche le utilities fortemente esposte a business regolamentati come A2A (-3,15% a 1,075 euro) e Snam (-1,95% a 3,514 euro). Restando nel campo energetico le vendite su sono fatte sentire anche su Eni che ha chiuso con una flessione dell’1,75% a 12,38 euro.