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Piazza Affari chiude in ribasso, pesa il tonfo di Telecom Italia. Brillano Fiat Industrial e A2A

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La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso, appesantita dal forte calo di Telecom Italia. A Wall Street gli indici danzano invece sui massimi storici dopo la pubblicazione del Pil statunitense del secondo trimestre, che nella prima lettura ha evidenziato un progresso dell’1,7% superando le attese degli analisti che indicavano un rialzo dell’1%, mentre il dato del primo trimestre è stato rivisto a +1,1% da +1,8%. Migliore delle attese anche il sondaggio ADP che a luglio ha certificato la creazione di 200 mila posti di lavoro nel settore privato Usa. Il mercato è soprattutto focalizzato verso la riunione della Federal Reserve che questa sera non dovrebbe introdurre novità sulla sua politica monetaria, anche se il dibattito è sempre incentrato sull’eventuale riduzione del quantitative easing. In una giornata condizionata anche dalla raffica di trimestrali, a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,37% a 16.482 punti.

Giornata da dimenticare per Telecom Italia, che ha perso il 6,27% a 0,508 euro in scia alle voci di un possibile aumento di capitale. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il presidente Franco Bernabè sta pensando di proporre al Cda di domani la richiesta di una ricapitalizzazione. Tra le banche da segnalare il tonfo di Popolare dell’Emilia Romagna (-4,83% a 4,49 euro) mentre cali più contenuti hanno registrato Banco Popolare (-1,29% a 0,957 euro), Popolare di Milano (-0,65% a 0,369 euro), Intesa SanPaolo (-0,49% a 1,426 euro) e Ubi Banca (-0,44% a 3,192 euro). Mediaset ha ceduto l’1,91% a 3,286 euro con la sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi nell’ambito del processo sui diritti televisivi che dovrebbe arrivare domani pomeriggio. Brillante Fiat Industrial (+2,83% a 9,255 euro) dopo i conti del secondo trimestre che hanno evidenziato ricavi per a 6,8 miliardi di euro, in aumento del 3,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Buona performance anche per A2A (+2,19% a 0,652 euro) che ha messo in archivio il primo semestre con un Ebitda di 610 milioni di euro, in crescita del 26% rispetto allo stesso periodo del 2012 quando si attestò a 484 milioni di euro.