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Piazza Affari chiude in ribasso: misto il comparto bancario, svetta Lottomatica e Impregilo -1

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La Borsa di Milano dopo aver aperto gli scambi in netto rialzo, ha chiuso la seduta in territorio negativo. In mattinata è giunta l’ufficializzazione da parte del presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, della proposta di una tassa sulle transazioni finanziarie. Domani l’attenzione sarà rivolta in Germania, dove il Bundestag (la Camera bassa) sarà chiamato a votare sull’European Financial Stability Facility (Efsf). In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo dello 0,47% a quota 14.741, mentre il Ftse All Share è arretrato dello 0,34% a 15.521 punti.
Misto il comparto bancario. Dopo l’exploit di ieri, Bpm ha terminato in calo dell’1,56% a 1,58 euro. Ieri al termine del cda è arrivato l’annuncio dell’adozione da parte della banca milanese del sistema di governance duale, che garantirà una maggiore separazione tra gestione e base azionaria dell’istituto di credito. Fumata bianca anche per l’aumento di capitale fissato ad un massimo di 800 mila euro. Giù anche Ubi Banca (-2,06% a 2,762 euro), Intesa Sanpaolo (-0,09% a 1,157 euro), Unicredit (-0,19% a 0,77 euro) Bene l’ultima arrivata nel listino milanese, Banca Popolare dell’Emilia Romagna (+0,13% a 7,945 euro), Mps in rialzo dello 0,76% a 0,412 euro e Mediobanca dello 0,25% a 5,975 euro.
Buone performance per Lottomatica (+2,54% a 12,11 euro) dopo l’uscita dall’amministrazione controllata di Sazka, un importante cliente in Repubblica Ceca. L’azienda boema è stata infatti ceduta a Sazkova Kancelar per circa 150 milioni di euro. Positiva anche A2a che ha mostrato un progresso del 2,37% a quota 0,928, dopo la decisione di spacchettamento di Edipower, ma anche in scia alle ultime indiscrezioni di stampa. Il Sole 24Ore ha ripreso oggi l’ipotesi emersa a marzo in occasione della bozza sul caso Edison su una possibile creazione di un polo dell’elettricità tutto italiano tra A2a, Iren ed Hera.