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Piazza Affari chiude in ribasso, male Unicredit. Bene STM e lusso

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso una seduta senza verve caratterizzata dalla frenata della crescita statunitense. Nell’ultimo trimestre del 2016 il Pil Usa è aumentato dell’1,9%, un dato inferiore alle attese (+2,2%) e al trimestre precedente (+3,5%). Al rallentamento hanno contribuito l’ampliamento del deficit commerciale e una frenata della spesa per consumi personali. Su listino milanese la settimana è stata monopolizzata dall’affaire Generali-Intesa, mentre nei prossimi giorni l’attenzione dovrebbe spostarsi sull’aumento di Unicredit. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,57% a 19.329 punti.

Tra le banche da segnalare le fitte vendite su Unicredit (-5,17% a 27,71 euro) che, secondo le indiscrezioni, la prossima settimana dovrebbe riunire il Cda per fissare il prezzo e le condizioni del maxi aumento di capitale da 13 miliardi di euro. Restando nel comparto gli acquisti hanno premiato Intesa SanPaolo (+0,80% a 2,268 euro) e Banco Bpm (+0,77% a 2,886 euro), con quest’ultima che ha beneficiato dei rumors sulla possibile cessione di Aletti. Bene il settore del lusso: Luxottica ha guadagnato il 2,17% a 50,80 euro in scia all’upgrade di Hsbc, mentre Ferragamo è avanzata del 2,47% a 25,30 euro.

Brillante STM (+3,64% a 12,53 euro) all’indomani dei conti e sulla scia di una raffica di promozioni arrivate questa mattina dagli analisti. Il gruppo dei chip ha chiuso il quarto trimestre del 2016 con ricavi in crescita dell’11,5% a 1,86 miliardi di dollari e un margine lordo del 37,5%, 400 punti base in più rispetto allo stesso periodo del’esercizio precedente. Nell’intero 2016 i profitti sono balzati del 58% a 165 milioni di dollari. FCA (+0,48% a 10,38 euro) ha tirato un pò il freno dopo la buona performance di ieri favorita dai conti. Per gli analisti di Mediobanca “la guidance 2017 è al di sopra del consenso. Bella sorpresa anche sul fronte della generazione di cassa”.