Piazza Affari chiude in ribasso, male Telecom Italia. Exploit di Mps

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso con l’attenzione degli investitori rivolta alle tensioni sul fronte energetico. Da un lato gli ultimi sviluppi in Iraq hanno tenuto elevate le quotazioni del petrolio: il Wti viaggia in area 107 dollari al barile, mentre il Brent quota oltre 112,50 dollari. Dall’altro è di oggi la notizia che la Russia ha sospeso le forniture di gas all’Ucraina e ha avvisato l’Europa sul rischio di possibili interruzioni. Mosca e Kiev non hanno infatti trovato un accordo sulle controversie legate al prezzo delle forniture di gas, oltre al mancato pagamento da parte dell’Ucraina del debito di 1,95 miliardi di dollari. Debole anche Wall Street con il Fmi che ha tagliato le stime di crescita degli Stati Uniti: per il 2014 le attese sono ora di un Pil in aumento del 2% contro il +2,8% stimato ad aprile. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,86% a 21.976 punti.

Exploit del titolo Montepaschi (+21,33% a 2,212 euro) nel primo giorno della seconda settimana del maxi aumento di capitale da 5 miliardi di euro che prevede l’emissione delle nuove azioni ad un prezzo di 1 euro per ciascuna azione, a sconto del 35,5% rispetto al Terp, ossia il prezzo teorico delle azioni dopo lo stacco del diritto. Deboli gli altri titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,76% a 13,71 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 3,51% a 8,10 euro, Intesa SanPaolo l’1,52% a 2,458 euro, Ubi Banca l’1,61% a 6,99 euro, Unicredit l’1,33% a 6,665 euro. Negative Mediobanca (-1,59% a 7,695 euro) e Telecom Italia (-4,20% a 0,945 euro). L’istituto di piazzetta Cuccia ha fatto sapere che oggi, primo giorno utile della finestra prevista da contratto, ha esercitato la facoltà di richiedere la scissione di Telco, la holding che controlla Telecom Italia. Debole Fiat (-1,10% a 7,62 euro) all’indomani dell’approvazione del progetto di fusione che ha portato alla nascita ufficiale di Fiat Chrysler Automobiles (Fca). Positiva Snam (+0,40% a 4,41 euro) che ha sfruttato la promozione arrivata da Ubs che ha alzato il giudizio a buy da neutral sul titolo della società che controlla la rete gas nazionale.

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