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Piazza Affari chiude in ribasso, male Telecom Italia e il comparto bancario

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La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso in scia alle forti tensioni che si avvertono nella maggioranza che sostiene il governo Letta. Verso le 18:00 il premier dovrebbe salire al Quirinale per incontrare il presidente Napolitano, mentre in tarda serata dovrebbe riunirsi il Consiglio dei Ministri. Questa mattina il Tesoro ha collocato titoli di Stato a media-lunga scandenza per 6 miliardi di euro, ma il mercato ha storto il naso in scia alla salita del rendimento di assegnazione del decennale al 4,5%, massimi da giugno. E così lo spread Btp-Bund è salito oltre la soglia dei 260 punti base. A deprimere l’umore degli investitori anche l’andamento negativo di Wall Street in scia allo stallo politico sulla questione del rialzo del tetto del debito. E così a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso l’ultima seduta della settimana con un ribasso dell’1,27% a 17.646 punti.

Telecom Italia ha lasciato sul parterre il 2,60% a 0,58 euro mentre il dibattito politico è ancora incentrato sul tema della strategicità della rete e sulla possibilità di abbassare la soglia per far scattare il lancio di un’Opa. Tenaris ha perso il 3,47% a 17,23 euro in scia alla bocciatura di BofA Merrill Lynch. Debole il comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,75% a 1,131 euro, Ubi Banca il 2,70% a 3,898 euro, Unicredit l’1,61% a 4,772 euro, Monte dei Paschi l’1,06% a 0,205 euro, Intesa SanPaolo l’1,50% a 1,581 euro, Popolare di Milano l’1,67% a 0,418 euro. Fiat Industrial ha ceduto l’1,71% a 9,75 euro dopo che Morgan Stanley ha abbassato il giudizio a equalweight dal precedente overweight. Da lunedì partiranno le negoziazioni di CNH Industrial sul MTA e sul NYSE, dopo che gli atti di fusione tra Fiat Industrial e CNH Global saranno stipulati ad Amsterdam entro il 29 settembre. Ancora tonica Autogrill che ha svettato sul paniere principale con un rialzo dell’1,76% a 12,71 euro. Ieri è stato stipulato l’atto di scissione per World Duty Free.