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Piazza Affari chiude in ribasso, male Telecom Italia. Acquisti su lusso e Finmeccanica

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso aumentando le perdite sul finale di seduta dopo le parole di Janet Yellen. In un’audizione al Congresso Usa la numero uno della Fed ha dichiarato che, nonostante una decisione non sia stata ancora presa, alzare i tassi a dicembre potrebbe risultare appropriato visto che l’economia sta andando bene e i rischi globali si sono ridotti. Parole che hanno avuto un impatto anche sul valutario dove si è registrato il rafforzamento del dollaro: il cambio euro/dollaro è sceso sotto quota 1,09 portandosi sui mimini degli ultimi tre mesi. Ieri sera Mario Draghi, in un intervento a Francoforte, ha ribadito che la Bce è pronta ad aumentare gli stimoli monetari. A fare scalpore sui mercati è stato l’allargamento dello scandalo Volkswagen alle emissioni Co2 e il blocco delle vendite di Porsche Cayenne in Nord America. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,65% a 22.312 punti.

Male Telecom Italia (-3,72% a 1,216 euro) dopo che Xavier Niel ha confermato di detenere, attraverso la società Njj Holding, una posizione lunga pari al 15,4% dei capitale di Telecom Italia e di non agire in concerto con soggetti terzi. Fino alla consegna delle azioni in forza delle opzioni, il pacchetto detenuto da Xavier Niel non conferisce i diritti di voto relativi ai titoli sottostanti. Brutte notizie in arrivo dal Brasile: Tim Participacoes, controllata brasiliana di Telecom Italia, ha archiviato il terzo trimestre con ricavi in calo del 15,2% a 4,11 miliardi di reais (995 milioni di euro). In forte calo l’utile netto: nel terzo si attestato a 172 milioni (41,6 milioni di euro), in flessione del 50,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tra i finanziari le vendite hanno colpito soprattutto Anima (-4,81% a 8,31 euro), Intesa SanPaolo (-2,16% a 3,076 euro) e Mediobanca (-1,28% a 9,21 euro). In controtendenza Banco Popolare che ha guadagnato lo 0,77% a 13,01 euro.

L’allargamento dello scandalo Volkswagen si è fatto sentire sull’intero comparto europeo e a Milano anche FCA ha pagato dazio con un ribasso del 2,68% a 13,07 euro. Nella galassia del Lingotto ha invece brillato CNH Industrial con un progresso del 2,28% a 6,48 euro. Gli acquisti hanno premiato il settore del lusso e in particolare sono da segnalare le brillanti performance di Tod’s (+4,01% a 79,05 euro) e Moncler (+1,66% a 15,30 euro). Tonica Finmeccanica (+1,61% a 11,98 euro) all’indomani dei conti dei primi nove mesi chiusi con un utile di 160 milioni di euro, contro il rosso di 24 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Segno più per il fatturato, salito in un anno del 4,6% a 9 miliardi. Bene anche i margini: +45% per l’Ebitda, in aumento a 745 milioni di euro, e +84% dell’Ebit, positivo per 599 milioni.