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Piazza Affari chiude in ribasso, male Saipem e il comparto bancario -1-

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La Borsa di Milano ha chiuso in territorio negativo in scia alle rinnovate tensioni sui Paesi periferici dell’Eurozona. Sono infatti tornati a salire i Cds su Portogallo, Grecia e Irlanda. Il Bollettino della Bce non ha nascosto l’aumento delle pressioni inflazionistiche: l’inflazione Ue, infatti, si manterrà sopra il target del 2% per la maggior parte del 2011. Buone notizie dal mercato del lavoro Usa: le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono calati oltre le attese sotto quota 400 mila unità. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto lo 0,38% a 22.596 punti.

Effetto Credit Suisse sul comparto bancario. Il colosso elvetico ha rilasciato una trimestrale in crescita ma inferiore alle attese: l’utile del IV trimestre si è infatti attestato a 841 milioni di franchi svizzeri mentre il consesus indicava 928 milioni. E così Banco Popolare ha ceduto il 3,07% a 2,60 euro, Intesa SanPaolo l’1,42% a 2,43 euro, Monte dei Paschi l’1,16% a 0,94 euro, Popolare di Milano l’1,70% a 3,04 euro, Mediobanca l’1,08% a 7,76 euro, Unicredit lo 0,75% a 1,85 euro, Ubi Banca lo 0,73% a 7,46 euro. Saipem (-3,35% a 36,06 euro) è scivolata dopo la pubblicazione in scia alla parziale delusione arrivata dalla guidance 2011. Molto bene i fondamentali: nel quarto trimestre 2010 l’utile netto ha raggiunto quota 237 milioni, in rialzo del 26,1% rispetto all’analogo trimestre 2009. Profitti oltre le attese che erano ferme a 202 milioni. I ricavi sono saliti del 14,1% a 2,81 miliardi di euro, l’Ebitda si è attestato a 501 milioni (+25,6%) e l’utile operativo a 353 milioni (+21,7%). Il consensus Bloomberg vedeva l’Ebitda a 477 milioni e i ricavi a 2,77 miliardi.