Piazza Affari chiude in ribasso, male Mediaset e Telecom. Svetta Parmalat

Inviato da Alberto Bolis il Mer, 20/02/2013 - 17:43
Quotazione: TELECOM ITALIA
Quotazione: UNICREDIT GROUP
Quotazione: PARMALAT
Quotazione: MEDIASET
Quotazione: INTESA S.PAOLO
La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in ribasso aumentando le perdite dopo i dati macro del pomeriggio. Negli Stati Uniti a gennaio le nuove costruzioni abitative sono scese a 890 mila unità dalle precedenti 973 mila, peggio delle attese che indicavano 920 mila unità. La fiducia dei consumatori della zona euro nella lettura preliminare di febbraio è passata a -23,6 punti dai -23,9 punti contro attese pari a -23,2 punti. Il Comitato di politica monetaria della BoE dello scorso 7 febbraio ha visto salire a 3 il numero dei membri favorevoli ad aumentare il programma di allentamento quantitativo da 375 a 400 miliardi di sterline. In Italia gli ordinativi industriali hanno registrato un crollo del 15,3% rispetto allo stesso periodo del 2011. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,82% a 16.527 punti.

Mediaset (-3,82% a 1,839 euro) ha rallentato la corsa dopo aver guadagnato ieri oltre 5 punti percentuali. Secondo Il Messaggero, qualora il centrosinistra dovesse vincere le elezioni sarebbe pronto a modificare la legge Gasparri nei primi 100 giorni di governo. Giù anche Telecom Italia (-2,49% a 0,606 euro) all'indomani della decisione di Telco, la holding che controlla il 22,5% del colosso tlc, di svalutare la partecipazione per altri 920 milioni di euro. Debole il comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto il 3,60% a 0,562 euro, Banco Popolare il 2,02% a 1,407 euro, Unicredit il 2,35% a 4,23 euro, Monte dei Paschi l'1,28% a 0,232 euro, Intesa SanPaolo l'1,22% a 1,376 euro. In controtendenza Ubi Banca che ha mostrato un progresso dell'1,16% a 3,65 euro. Parmalat ha indossato la maglia rosa con un rialzo del 4,33% a 1,83 euro all'indomani delle vendite record registrate dalla concorrente francese Danone. Pirelli ha guadagnato lo 0,40% a 8,865 euro dopo aver firmato un accordo con Clean Diesel Tecnhologies per costituire una joint venture per la commercializzazione e la vendita in Europa e nei Paesi dell'area Csi di dispositivi per il controllo delle emissioni.
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