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Piazza Affari chiude in ribasso, male le banche (tranne Mps). Fiat giù alla vigilia del piano industriale

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso con l’indice Ftse Mib che sul finale di seduta si è allontanato dai minimi intraday toccati a 21.421 punti. In mattinata è arrivata una nuova delusione dal Pmi manifatturiero cinese di aprile, sceso a 48,1 punti e sotto le attese che indicavano 48,4 punti. A pesare sull’umore degli investitori anche le continue tensioni in Ucraina. Le previsioni di primavera della Commissione Europea hanno indicato una graduale ripresa per l’Italia, con il Pil che tornerà in positivo quest’anno con un +0,6%, dopo un calo dell’1,9% nel 2013. In netto miglioramento l’economia nel 2015 quando dovrebbe crescere dell’1,2%. Guardando al panorama europeo, il confronto soprattutto per quest’anno resta piuttosto deprimente: nella zona euro il Pil è visto infatti in crescita dell’1,2% nel 2014 e dell’1,7% nel 2015. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,65% a 21.639 punti.

Nel comparto bancario le vendite hanno colpito Banco Popolare (-2,83% a 14,38 euro), Popolare dell’Emilia Romagna (-2,74% a 8,16 euro), Mediobanca (-2,27% a 7,715 euro) e Ubi Banca (-2,25% a 6,72 euro). Di tutt’altro tono la seduta del Montepaschi (+3,17% a 24,72 euro) nel giorno in cui si è proceduto al raggruppamento delle azioni ordinarie nel rapporto di una nuova azione ogni 100 possedute. Sotto i riflettori la Popolare di Milano (-0,07% a 0,647 euro) nel giorno che ha preso il via l’aumento di capitale da 500 milioni di euro. E’ partito il conto alla rovescia per l’attesissimo nuovo piano 2014-2018 di Fiat (-1,60% a 8,57 euro) che Sergio Marchionne presenterà domani a Detroit. Tra gli obiettivi del nuovo piano ci sarà, secondo quanto riportato oggi da Automotive News Europe, il raddoppio delle vendite del marchio Jeep. Finmeccanica (-1,04% a 6,63 euro) ha chiuso la controversia tra la sua controllata AnsaldoBreda e le Ferrovie belghe relativa ai treni V250. Dopo un inizio di seduta promettente Telecom Italia ha virato in negativo arrivando a chiudere con un ribasso dello 0,53% a 0,923 euro.